ALBANIA, SCONTRI FISICI IN PARLAMENTO TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE
La tensione dalle strade di Tirana si sposta nell’aula parlamentare. I manifestanti chiedono le dimissioni del premier Edi Rama, mentre proseguono le proteste antigovernative.

TIRANA- La crisi politica in Albania si aggrava e raggiunge il Parlamento, dove giovedì 22 ottobre deputati della maggioranza socialista e dell’opposizione democratica sono arrivati allo scontro fisico durante la seduta plenaria. Secondo le ricostruzioni della stampa internazionale, la tensione è esplosa quando il deputato dell’opposizione Flamur Noka si è avvicinato ai banchi della maggioranza tentando di prendere le schede di voto. La situazione è rapidamente degenerata, rendendo necessario l’intervento della Guardia parlamentare per separare i parlamentari. La seduta è stata interrotta dopo momenti di forte disordine.
Gli incidenti nell’aula si inseriscono in un clima di crescente mobilitazione a Tirana, dove da giorni si svolgono manifestazioni contro il governo guidato dal premier Edi Rama. I dimostranti chiedono le dimissioni del capo dell’esecutivo e denunciano problemi legati alla corruzione, al costo della vita e alle condizioni dei servizi pubblici. Alle proteste partecipano anche studenti e giovani.
Nella stessa giornata, gruppi di manifestanti si sono radunati nei pressi della sede del governo e del Parlamento, cercando di superare i cordoni delle forze dell’ordine. Le tensioni di piazza e lo scontro tra i deputati evidenziano l’inasprimento del confronto politico nel Paese balcanico, mentre l’opposizione insiste sulle proprie richieste e la maggioranza difende la continuità dell’azione di governo.
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