Belgio, padre condannato a 17 anni per aver aggredito l’uomo accusato di violenze sul figlio di 6 anni
La vicenda riaccende il dibattito tra rabbia, giustizia e protezione dei minori

Un caso giudiziario che ha scosso il Belgio. Il tribunale correzionale di Namur ha condannato a 17 anni di carcere Grégory Lenoci, accusato di tentato omicidio per aver picchiato brutalmente il suo vicino, che lui riteneva responsabile di abusi sessuali ai danni del suo figliastro di 6 anni.
La vicenda risale al 24 luglio 2025. Dopo aver denunciato il vicino, Marc P., Lenoci aveva scoperto che l’uomo era già stato condannato in passato per reati sessuali contro minori. Secondo il suo racconto, durante un incontro il vicino avrebbe ammesso comportamenti sessuali nei confronti del bambino. A quel punto il padre avrebbe perso il controllo e lo avrebbe aggredito violentemente, filmando anche la scena e diffondendola sui social.
Dopo l’aggressione, Lenoci aveva chiamato i soccorsi ed era poi fuggito, prima di consegnarsi alle autorità alcuni giorni dopo. Durante il processo la difesa ha chiesto l’assoluzione sostenendo una reazione dettata da una “costrizione irresistibile” e denunciando presunte mancanze del sistema giudiziario nella protezione dei minori.
Il tribunale, però, ha ritenuto il gesto una vendetta personale trasformata in violenza estrema, considerando anche i precedenti penali dell’imputato. La vittima dell’aggressione, rimasta gravemente ferita, si trova oggi in condizioni di semi-incoscienza.
La sentenza ha provocato forti reazioni nell’opinione pubblica belga: da una parte chi considera la rabbia del padre comprensibile davanti a un crimine contro un bambino, dall’altra chi ribadisce che la giustizia non può essere sostituita dalla vendetta privata.
Lenoci ha annunciato il ricorso in appello.
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