BREXIT, DIECI ANNI DOPO L’ADDIO ALL’UE IL REGNO UNITO RIAPRE LA PORTA A BRUXELLES
Andy Burnham non esclude il ritorno nell’Unione europea: allo studio diverse opzioni, dal mercato unico alla piena adesione. Un secondo referendum resta una possibilità, ma nessuna decisione è stata presa.

LONDRA – A dieci anni dal referendum sulla Brexit, il Regno Unito torna a discutere apertamente della possibilità di rientrare nell’Unione europea. Il premier britannico Andy Burnham ha aperto alla revisione delle scelte compiute nel 2016, sostenendo che l’uscita dall’UE abbia provocato «più danni che benefici» e annunciando un confronto sulle diverse opzioni per il futuro rapporto con Bruxelles.
Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian il 30 settembre e negli approfondimenti pubblicati il 7 e il 12 ottobre, Burnham ha dichiarato che il Paese potrebbe anche «andare fino in fondo», lasciando intendere che tra le possibilità in esame vi sia la piena adesione all’Unione europea. Il premier ha inoltre promesso un «dialogo serio» sul futuro europeo del Regno Unito, giudicando insoddisfacenti gli attuali rapporti con il blocco comunitario.
Il dibattito si è riaperto in occasione della conferenza annuale del Partito laburista, durante la quale Burnham ha annunciato una revisione strategica delle relazioni con l’Europa. Il governo intende valutare i vantaggi e gli svantaggi delle diverse alternative prima di presentare una posizione più definita, in vista del prossimo vertice tra Regno Unito e UE previsto a novembre.
DALL’UNIONE DOGANALE AL RITORNO NELL’UE
Tra le opzioni sul tavolo figurano un rafforzamento degli accordi commerciali, il possibile ingresso nell’unione doganale, il ritorno nel mercato unico sul modello norvegese e, nello scenario più ambizioso, la riadesione all’Unione europea.
Quest’ultima ipotesi comporterebbe un percorso politico e negoziale complesso, con il coinvolgimento dei 27 Stati membri e la necessità di definire le condizioni dell’eventuale adesione. Un nuovo referendum britannico potrebbe essere preso in considerazione, ma Burnham ha precisato che non intende procedere direttamente verso una consultazione popolare senza prima valutare le alternative e il consenso politico.
LE CONSEGUENZE ECONOMICHE DELLA BREXIT
Il ripensamento nasce anche dalle difficoltà economiche e commerciali registrate negli anni successivi all’uscita dall’UE. Le imprese britanniche devono affrontare maggiori ostacoli negli scambi con il principale mercato di riferimento del Paese, mentre persistono questioni legate alle procedure doganali, agli standard commerciali e alla mobilità dei lavoratori.
Un’analisi di Goldman Sachs, riportata dal quotidiano britannico The Times il 14 ottobre, ha stimato che un eventuale ritorno nell’Unione europea potrebbe aumentare il prodotto interno lordo britannico fino al 6% nel lungo periodo. Secondo la stessa analisi, il riavvicinamento attraverso l’unione doganale o il mercato unico produrrebbe benefici differenti. Si tratta di stime economiche basate su scenari ipotetici, non di risultati garantiti.
IL RUOLO DI BRUXELLES E LE DIFFICOLTÀ POLITICHE
La prospettiva di un ritorno nell’UE dipenderà anche dalla disponibilità degli Stati membri ad avviare un nuovo percorso di adesione. Bruxelles dovrà valutare le condizioni politiche e istituzionali, mentre Londra dovrà chiarire quale rapporto intenda costruire con le regole comunitarie, la libera circolazione delle persone e le politiche commerciali europee.
Sul fronte interno, la questione rischia di riaprire le divisioni che hanno segnato il referendum del 2016. Il Partito laburista dovrà inoltre confrontarsi con le forze politiche favorevoli alla Brexit, che continuano a considerare l’uscita dall’UE una scelta legata alla sovranità nazionale.
Il Regno Unito lasciò formalmente l’Unione europea il 31 gennaio 2020, dopo il referendum del 23 giugno 2016, nel quale il 51,9% degli elettori votò a favore dell’uscita. Il periodo di transizione terminò il 31 dicembre 2020.
A dieci anni da quella decisione, la possibilità di un ritorno nell’UE è tornata nel dibattito politico britannico. Per ora, tuttavia, Londra non ha formalizzato una richiesta di adesione: il confronto riguarda le alternative future e le condizioni necessarie per un eventuale cambiamento di rotta.
Altro da Mondo
MondoCANADA, INCENDIO IN UNA BASE MILITARE IN ALBERTA: MORTI E DECINE DI FERITI, BILANCIO ANCORA DA CONFERMARE
Le Forze armate canadesi hanno confermato che l’incidente ha causato vittime e feriti, precisando che ulteriori dettagli saranno diffusi dopo la conclusione delle procedure di identificazione e la comunicazione alle famiglie.
Mondo
