CINEMA, CINEMA, CINEMA… DA SUSAN SARANDON A PINO DANIELE, GRANDI STORIE E GRANDI EMOZIONI ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA
Dalla diva americana premiata alla carriera al nuovo film di Paolo Genovese, passando per Jon Turturro, la musica di Pino Daniele e il viaggio nella Germania del dopoguerra raccontato da Pawel Pawlikowski.

ROMA- Vestita di rosso, con i capelli sciolti sulle spalle, un sorriso cordiale e quegli occhi che raccontano una vita intera di cinema, Susan Sarandon è arrivata a Roma conquistando subito l’attenzione del pubblico. Ottant’anni, una carriera straordinaria e tanti personaggi rimasti nella memoria degli spettatori, a cominciare da Thelma & Louise, uno dei tanti successi che hanno segnato il suo percorso artistico.
L’attrice americana, recentemente arrestata a New York durante una manifestazione a sostegno della Palestina, è stata tra le prime grandi protagoniste sul red carpet della 21ª Festa del Cinema di Roma. Accolta da applausi e omaggi, ha ricevuto un premio alla carriera in occasione della presentazione di The Accompanist, film di Zach Woods, delicato dramma che racconta la relazione tra una donna dal carattere luminoso e una bambina estraniata dal mondo.
Ricordando l’arresto, Sarandon ha raccontato con ironia: «I poliziotti erano così giovani che non sapevano neanche mettermi le manette». Ospite della sezione Alice nella città, l’attrice è stata salutata anche da Giuseppe Conte ed Elly Schlein.
PAOLO GENOVESE APRE CON «IL RUMORE DELLE COSE NUOVE»
Consensi unanimi anche per il bel film d’apertura, Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese, sostenuto da un cast straordinario e coinvolgente: da Stefano Accorsi a Lino Musella, passando per Claudia Pandolfi, Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak e altri interpreti di primo piano.
Il film torna a esplorare il mondo delle coppie, dei segreti e delle conseguenze naturali delle nostre vite e delle nostre scelte. Una storia ricca di colpi di scena, ispirata all’omonimo romanzo dello stesso Genovese, che invita a riflettere sulle relazioni umane e su quanto, spesso, le decisioni di oggi finiscano per condizionare il nostro domani.
JON TURTURRO, UN LADRO DALLE MANI DI PRESTIGIATORE
Tra gli eventi più attesi della Festa c’è anche The Only Living Pickpocket in New York, il nuovo film di Jon Turturro, che offre una prova di grande eleganza interpretando un ladro dalle mani di prestigiatore e dallo sguardo capace di cogliere ogni dettaglio.
Il protagonista si muove in una New York sempre più confusa e contraddittoria, una megalopoli di cui conosce angoli nascosti, segreti e trasformazioni. Un personaggio complesso, raccontato con sensibilità e misura, che potrebbe rappresentare una delle interpretazioni più riuscite della carriera di Turturro. Una prova che, per intensità e raffinatezza, merita di essere presa in considerazione anche in chiave Oscar.
PINO DANIELE, LA MUSICA CHE RACCONTA NAPOLI
Alla Festa del Cinema si susseguono film, incontri ed eventi musicali. In attesa degli appuntamenti dedicati a Jovanotti e Riz Ortolani, ho visto Je so' pazzo, il film musicale con cui Nicola Prosatore rende omaggio a Pino Daniele, il grande cantautore napoletano interpretato da Massimiliano Caiazzo.
Musica, jazz e tradizioni partenopee si fondono in un racconto che attraversa gli anni difficili dell'infanzia, segnata dall'abbandono, fino ad arrivare al leggendario concerto del 1981 davanti a circa 200.000 persone.
È un film godibile dall'inizio alla fine, capace di restituire non soltanto la storia di un musicista straordinario, ma anche quella di un uomo profondamente legato alla propria città. Napoli, con le sue contraddizioni, la sua energia e la sua anima musicale, resta il cuore pulsante di un racconto che va oltre la biografia artistica. Perché Pino Daniele non è stato soltanto un grande interprete della musica italiana: è stato una voce nella quale un'intera città ha continuato a riconoscersi.
«FATHERLAND», IL PESO DELLA STORIA E LE FERITE DELL'EUROPA
Sugli schermi della Festa di Roma ho ritrovato anche Fatherland, film diretto da Pawel Pawlikowski e presentato in concorso al Festival di Cannes.
Al centro della storia c'è il rapporto tra lo scrittore e premio Nobel Thomas Mann e sua figlia Erika, attrice, scrittrice e pilota di rally, nell'estate del 1949. Sullo sfondo, una Germania divisa, distrutta e sconfitta dalla Seconda guerra mondiale, ancora alle prese con le macerie materiali e morali del conflitto.
A bordo di una smagliante Buick, i protagonisti attraversano un Paese ferito: da Francoforte, sotto amministrazione americana, fino a Weimar, nella zona controllata dai sovietici. È un viaggio attraverso territori e coscienze, nel quale emergono questioni universali come l'identità, la famiglia, l'amore e il senso di colpa.
Pawlikowski ricostruisce un'Europa immersa nella confusione morale del dopoguerra, quando le certezze erano crollate e il futuro appariva ancora incerto. Un racconto storico e umano che invita a guardare al passato, ma che parla anche al presente, ricordandoci quanto siano fragili la pace, le identità e gli equilibri su cui si fonda la convivenza tra i popoli.
Alla Festa del Cinema di Roma, dunque, il cinema continua a essere uno specchio del nostro tempo: racconta personaggi, attraversa la storia, celebra la musica e mette a confronto culture ed esperienze diverse. Storie lontane tra loro, ma unite dalla stessa capacità di emozionare, far riflettere e lasciare un segno.
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