CINEMA, GLI ULTIMI APPUNTAMENTI DELLA FESTA DI ROMA: DA PINOCCHIO AL DOCUFILM SU GIULIA CECCHETTIN
Dall’universo senza confini del burattino di Collodi al racconto della violenza di genere con Se domani non torno, fino a Nina Roza e al premio alla carriera a Javier Bardem. Le ultime proposte della 21ª Festa del Cinema di Roma tra memoria, impegno civile e grandi protagonisti internazionali.

ROMA – Dall’immaginario senza tempo di Pinocchio alla testimonianza sulla violenza di genere, passando per il cinema d’autore internazionale e le riflessioni sul potere e sui diritti umani. La 21ª Festa del Cinema di Roma propone tra i suoi ultimi appuntamenti opere e protagonisti che intrecciano intrattenimento, memoria e attualità.
Tra i titoli segnalati figura Pinocchio il bambino del mondo, di Paolo Borraccetti, presentato come una delle sorprese della manifestazione. Il personaggio creato da Carlo Collodi continua ad attraversare generazioni e culture, ispirando riletture cinematografiche, televisive e animate in diversi Paesi.
La storia di Pinocchio ha conosciuto numerose versioni. In Italia resta memorabile lo sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio, diretto da Luigi Comencini nel 1972, con Gina Lollobrigida nel ruolo della Fata Turchina. Nel 2002 Roberto Benigni ha firmato e interpretato una nuova versione cinematografica. Anche la Disney ha contribuito a diffondere il personaggio su scala internazionale, mentre altre reinterpretazioni hanno raggiunto pubblici lontani dall’Europa.
La forza della storia risiede nella capacità di parlare a grandi e piccoli attraverso temi universali: il percorso verso la crescita, l’amicizia, la riconoscenza, la distinzione tra realtà e illusione e le conseguenze delle proprie scelte.
«SE DOMANI NON TORNO», IL RICORDO DI GIULIA CECCHETTIN
Nella sezione Alice nella Città si accendono i riflettori su Se domani non torno, docufilm diretto da Paola Randi e dedicato alla vicenda di Giulia Cecchettin, diventata uno dei casi simbolo del dibattito nazionale sulla violenza contro le donne.
Il progetto si ispira al libro Cara Giulia, scritto dal padre Gino Cecchettin insieme allo scrittore Marco Franzoso, e affronta una tragedia che ha segnato profondamente il Paese. Il racconto si propone di mantenere viva la memoria della giovane e di richiamare l’attenzione sulla violenza di genere, sulle relazioni e sulla responsabilità della società nel riconoscere e contrastare i segnali della violenza.
Nel cast figurano, tra gli altri, Filippo Timi, Tecla Bossi, Sabrina Martina, Tommaso Allione, Linda Caridi ed Elisabetta De Palo.
«NINA ROZA», IL CINEMA D’AUTORE CANADESE
Tra le opere internazionali da segnalare figura anche Nina Roza, secondo lungometraggio della regista canadese Geneviève Dulude-De Celles. Il film arriva a Roma dopo il riconoscimento ottenuto alla Berlinale, dove ha conquistato l’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura, e la candidatura a rappresentare il Canada nella corsa agli Oscar 2027.
La presenza dell’opera conferma l’attenzione della manifestazione verso il cinema internazionale e le nuove prospettive della regia contemporanea.
JAVIER BARDEM: «I PREMI SONO LUSINGHIERI, MA VANNO ANCHE DIMENTICATI»
Tra i protagonisti internazionali della Festa, Javier Bardem ha ricevuto il premio alla carriera. L’attore spagnolo, premio Oscar per Non è un paese per vecchi, ha costruito un percorso artistico che comprende collaborazioni con registi come Woody Allen, Alejandro Amenábar, Pedro Almodóvar e Miloš Forman.
Nel suo intervento, Bardem ha riflettuto anche sul significato del successo e dei riconoscimenti nel mondo dello spettacolo, mettendo in guardia da un divismo sempre più esposto alle trasformazioni tecnologiche e all’avvento dell’intelligenza artificiale.
«In questo lavoro ho imparato che un attore può avere successo, ma può anche tornare a essere nessuno. I premi aiutano e sono lusinghieri, ma sono anche da dimenticare», ha dichiarato, sottolineando la necessità di non identificare il valore di un artista esclusivamente con la fama e i riconoscimenti ottenuti.
L’attore ha inoltre richiamato l’attenzione sui diritti umani e sui rischi legati all’esercizio del potere, citando figure storiche come Francisco Franco, Benito Mussolini e Adolf Hitler, oltre al premier israeliano Benjamin Netanyahu, nel contesto di una riflessione sui leader accusati di calpestare i diritti fondamentali.
Dalle nuove interpretazioni dei classici alle storie che affrontano le ferite della società, fino alle riflessioni delle grandi star internazionali, gli ultimi appuntamenti della Festa del Cinema di Roma confermano il ruolo del cinema come spazio di racconto, confronto e memoria.
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