CRISTINA BONUCCHI PREMIATA AL MINISTERO DELLA CULTURA: «PER COMBATTERE IL BULLISMO BISOGNA PARLARE E DENUNCIARE»
La dirigente della Polizia di Stato ha ricevuto il Premio Internazionale Eccellenza Euro Mediterraneo 2026. Dopo la premiazione, un messaggio rivolto ai giovani: rompere il silenzio è il primo passo per fermare la violenza.

ROMA- Parlare, chiedere aiuto e denunciare. È questo il messaggio lanciato da Cristina Bonucchi, dirigente della Polizia di Stato, dopo aver ricevuto il Premio Internazionale Eccellenza Euro Mediterraneo 2026, durante la cerimonia ospitata nella Sala Giovanni Spadolini del Ministero della Cultura, a Roma.
Il riconoscimento valorizza il suo impegno professionale e quello della Polizia Postale nella lotta alle truffe online, all’adescamento dei minori e ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Una battaglia che riguarda sempre più da vicino le nuove generazioni e che richiede attenzione, prevenzione e collaborazione tra istituzioni, famiglie e scuole.
Al termine della premiazione, Bonucchi ha voluto rivolgere un messaggio diretto ai ragazzi, sottolineando l’importanza di non affrontare da soli le situazioni di violenza e prevaricazione. «Per combattere il bullismo bisogna parlare e denunciare», è il concetto centrale del suo intervento.
Spesso, infatti, chi subisce insulti, minacce o umiliazioni teme di raccontare quanto sta vivendo, per paura di essere giudicato o di peggiorare la propria situazione. Il silenzio, però, rischia di lasciare le vittime ancora più isolate e di consentire ai comportamenti aggressivi di continuare.
Per questo è fondamentale rivolgersi a un genitore, a un insegnante o a un adulto di fiducia e, quando necessario, segnalare gli episodi alle autorità competenti. Anche chi assiste a queste situazioni può fare la differenza, evitando di condividere contenuti offensivi e sostenendo chi si trova in difficoltà.
Un ruolo importante è svolto anche dagli incontri nelle scuole promossi dalla Polizia Postale, che aiutano gli studenti a comprendere i rischi della rete e le conseguenze delle proprie azioni online. Il cyberbullismo, infatti, non è meno grave del bullismo tradizionale: insulti, immagini diffuse senza consenso e minacce sui social possono provocare conseguenze profonde nella vita dei ragazzi.
Il premio assegnato a Cristina Bonucchi diventa così anche un’occasione per richiamare l’attenzione su un tema sociale di grande importanza. Proteggere i giovani significa ascoltarli, aiutarli a riconoscere i rischi e creare ambienti in cui possano chiedere aiuto senza vergogna.
Il messaggio è chiaro: nessun ragazzo deve sentirsi solo davanti al bullismo. Parlare e denunciare non è un segno di debolezza, ma un atto di coraggio e il primo passo per fermare la violenza.
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