FESTA DEL CINEMA DI ROMA, IL GRANDE SCHERMO TRA MAGIA, MEMORIA E SCOPERTE
Da Roberto Perpignani, maestro del montaggio italiano, al nuovo film di Cristian Mungiu, fino al viaggio spirituale di Kasia Smutniak in Nepal: la Festa del Cinema di Roma prosegue tra grandi autori, storie intense e documentari da non perdere.

ROMA- La Festa del Cinema di Roma entra nella fase conclusiva, con il gran finale previsto per sabato, dopo giornate intense tra film, documentari, star ed eventi. Il grande pubblico continua a lasciarsi conquistare dalla magia del cinema, dalle storie che emozionano e dalle curiosità che accompagnano il mondo della settima arte. Tra gli appuntamenti da segnalare, la riscoperta di Roberto Perpignani, uno dei più importanti montatori della storia del cinema italiano.
ROBERTO PERPIGNANI, L’ARTE DI MONTARE LE EMOZIONI
Il Cineforum di Teramo e Zivago Film dedicano al maestro del montaggio il documentario Roberto Perpignani. L’emozione dei tagli impropri, diretto da Marco Chiarini. Un omaggio prezioso a un professionista che ha contribuito a definire il linguaggio cinematografico attraverso sensibilità, ritmo e capacità di trasformare le immagini in emozioni.
Nel corso della sua carriera, Perpignani ha collaborato con grandi registi italiani e internazionali, tra cui Orson Welles, Bernardo Bertolucci, Paolo e Vittorio Taviani, Marco Bellocchio, Alberto Lattuada, Michael Radford, Gianni Amelio e Nanni Moretti.
Il suo lavoro è stato premiato e riconosciuto in numerose occasioni, anche con tre David di Donatello per film come La notte di San Lorenzo, Il postino e Ultimo tango a Parigi. Un percorso artistico che racconta quanto il montaggio sia fondamentale nella costruzione di un film: non soltanto una successione di immagini, ma una vera forma di scrittura, capace di cambiare il ritmo, il significato e la forza di una storia.
Il documentario di Marco Chiarini invita così il pubblico a entrare dietro le quinte del cinema, per scoprire il lavoro silenzioso e decisivo di uno dei suoi grandi artigiani.
CRISTIAN MUNGIU, CON “FJORD” LO SCONTRO TRA FEDE E SOCIETÀ
Nella sezione Best of trova spazio Fjord, opera del regista rumeno Cristian Mungiu, che porta sullo schermo una storia intensa ambientata in un isolato villaggio norvegese. Al centro del racconto c’è una coppia di origine rumena e norvegese, profondamente religiosa e di fede evangelica, interpretata da Sebastian Stan e Renate Reinsve, che si trasferisce con i cinque figli in un piccolo centro affacciato su un fiordo.
L’apparente tranquillità del paesaggio nasconde un confronto profondo tra due visioni del mondo: da una parte, la disciplina tradizionale e i rigidi principi religiosi della famiglia; dall’altra, i valori progressisti e le regole della società nordica.
Mungiu costruisce una tensione costante, esplorando le contraddizioni tra libertà individuale, educazione, fede e convivenza. Il paesaggio norvegese, suggestivo e silenzioso, diventa parte integrante del racconto, amplificando il senso di isolamento e il conflitto tra i protagonisti e l'ambiente sociale che li circonda.
KASIA SMUTNIAK E “MUSTANG”: UN VIAGGIO TRA MEMORIA E FUTURO
La Festa dedica spazio anche al documentario Mustang, diretto dall’attrice Kasia Smutniak, che accompagna lo spettatore in una regione remota del Nepal, sospesa nel tempo e a lungo rimasta difficile da raggiungere.
Il progetto nasce da un viaggio compiuto dalla regista nel 2003 insieme al suo compagno. Anni dopo, attraverso le fotografie di quell’esperienza, il luogo riaffiora nella memoria e si trasforma in un racconto cinematografico che intreccia ricordi personali, tradizioni locali e prospettive future.
Al centro del documentario c’è anche un obiettivo concreto: contribuire alla realizzazione di una scuola che permetta ai bambini della regione di proseguire gli studi senza essere costretti a lasciare le proprie famiglie. L’istruzione diventa così un ponte tra le generazioni, capace di offrire nuove opportunità senza cancellare il legame con le proprie radici.
Il viaggio di Mustang attraversa il tempo, la memoria e le trasformazioni di una comunità, assumendo una dimensione quasi spirituale. Il titolo richiama un mondo in cui passato e presente si incontrano e dove il cambiamento si misura anche nella possibilità di costruire un futuro migliore per i più giovani.
IL CINEMA CONTINUA A SORPRENDERE
Dal montaggio d’autore alle tensioni della società contemporanea, fino ai documentari che raccontano territori lontani e nuove possibilità di crescita, la Festa del Cinema di Roma conferma la ricchezza della sua proposta culturale.
Storie diverse, unite dalla capacità del cinema di farci scoprire nuovi mondi, interrogare le nostre certezze e guardare la realtà da prospettive inedite. Perché la magia del grande schermo non si esaurisce con i titoli di coda: continua nelle emozioni, nelle domande e nei ricordi che ogni film lascia al suo pubblico.
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