IMMIGRAZIONE: RIMPATRIATI 53 STRANIERI CON UN VOLO CHARTER CONGIUNTO. DALL’ITALIA ESPULSI 37 CITTADINI, DIVERSI CON PRECEDENTI PENALI
Operazione coordinata dalla Direzione centrale dell’immigrazione e della Polizia delle frontiere con il supporto di Frontex. Tra i rimpatriati dall’Italia anche un uomo arrestato per incendio boschivo doloso e successivamente per aggressione a pubblici ufficiali.

ROMA – Operazione congiunta di rimpatrio con il supporto dell’Agenzia europea Frontex. La Direzione centrale dell’immigrazione e della Polizia delle frontiere ha organizzato un volo charter diretto verso il Paese d’origine delle persone espulse, con a bordo complessivamente 53 cittadini stranieri: 37 rimpatriati dall’Italia, 6 da Cipro e 10 dalla Grecia.
L’intervento rientra nelle attività di cooperazione tra Stati membri dell’Unione europea per l’esecuzione dei provvedimenti di espulsione e il contrasto all’immigrazione irregolare. L’Italia ha coordinato l’operazione, avvalendosi del supporto operativo di Frontex.
I 37 cittadini espulsi dall’Italia sono stati accompagnati da personale specializzato degli uffici centrali e territoriali del Dipartimento della pubblica sicurezza. Le persone rimpatriate da Cipro e dalla Grecia sono state invece scortate dai rispettivi contingenti nazionali.
PRECEDENTI PENALI E DI POLIZIA: I CASI SEGNALATI
Secondo quanto riferito dalle autorità, diversi dei 37 cittadini rimpatriati dall’Italia avevano precedenti penali o di polizia per reati contro la persona e il patrimonio, contro la pubblica amministrazione, in materia di incolumità pubblica, stupefacenti e immigrazione.
Tra i casi segnalati figura quello di un uomo con precedenti per reati legati agli stupefacenti e per resistenza a pubblico ufficiale, arrestato il 24 agosto 2026 dalla Polizia stradale di Gorizia con l’accusa di incendio boschivo doloso. L’incendio era stato provocato nel territorio comunale di Duino-Aurisina, in provincia di Trieste, nelle vicinanze dell’autostrada.
Dopo essere stato condotto in carcere, l’uomo era stato rimesso in libertà il giorno successivo, in attesa del giudizio.
Nel mese di ottobre era stato nuovamente arrestato dalla Polizia ferroviaria di Trieste per fatti contestati di violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, minaccia e danneggiamento. Secondo la ricostruzione delle autorità, avrebbe aggredito due dei tre agenti intervenuti, provocando loro lesioni giudicate guaribili rispettivamente in 5 e 21 giorni.
L’uomo era rimasto in carcere fino al rimpatrio, eseguito con il nulla osta dell’autorità giudiziaria.
PROCEDURE DI ASILO ALLA FRONTIERA
Tra le persone rimpatriate dall’Italia figurava anche un cittadino espulso nell’ambito delle procedure di asilo alla frontiera. Si tratta di un meccanismo accelerato previsto dal Regolamento UE 2024/1348, nell’ambito del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che consente di esaminare determinate domande di protezione internazionale alle frontiere esterne dell’Unione europea, anche per valutare l’eventuale manifesta infondatezza o inammissibilità.
L’operazione è stata monitorata da un rappresentante del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e da un rappresentante dell’Ufficio per i diritti fondamentali di Frontex.
L’intervento conferma il ricorso alla cooperazione europea per l’esecuzione dei rimpatri e il coordinamento tra le autorità nazionali. Per quanto riguarda i cittadini espulsi dall’Italia, le autorità hanno evidenziato la presenza di diversi soggetti con precedenti penali e di polizia, compresi casi relativi a reati contro la persona, aggressioni a pubblici ufficiali e incendi dolosi.
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