ITALIA, PROTESTA DEI TIR: IL SUD IN AFFANNO TRA CARENZE DI CARBURANTE, CODE E POLEMICHE
Bloccate le forniture in diverse aree del Mezzogiorno. Disagi a Napoli, difficoltà negli aeroporti e tensione tra autotrasportatori e governo.

ROMA– La protesta degli autotrasportatori contro il caro-carburante continua a mettere sotto pressione il Sud Italia, con ripercussioni sulla viabilità, sui rifornimenti e sulle attività produttive. In Campania persistono presidi e blocchi, mentre a Napoli si registrano lunghe code ai distributori e segnalazioni di carenze di carburante.
Le conseguenze coinvolgono anche il trasporto aereo: diversi aeroporti meridionali hanno segnalato difficoltà nell’approvvigionamento di cherosene, invitando le compagnie a pianificare i rifornimenti in altri scali. Tra gli aeroporti interessati figurano quelli di Napoli, Salerno, Crotone e Reggio Calabria, oltre ad alcuni scali siciliani. Al momento, le criticità non significano necessariamente una sospensione dei voli programmati.
La mobilitazione sta alimentando un duro confronto tra i manifestanti e il governo. Gli autotrasportatori chiedono interventi immediati per compensare l’aumento dei costi del gasolio, mentre l’esecutivo punta a ripristinare la circolazione e annuncia misure di sostegno al settore. Una parte dei trasportatori considera insufficienti le risposte ricevute e chiede garanzie concrete.
Il Viminale ha comunicato che, nell’ambito dei controlli sui blocchi stradali, sono state identificate 1.339 persone e denunciate 71. In Campania sono state inoltre disposte scorte per centinaia di mezzi, con l’obiettivo di consentire il regolare svolgimento delle operazioni di trasporto e consegna.
Le conseguenze si estendono alla distribuzione alimentare e alle attività produttive, con segnalazioni di scaffali vuoti e difficoltà logistiche. Anche alcuni servizi di trasporto marittimo nel Golfo di Napoli hanno lanciato l’allarme per la disponibilità di carburante.
La protesta divide il Paese tra le ragioni economiche degli autotrasportatori e i disagi che ricadono su cittadini, imprese e servizi essenziali. Mentre in Sicilia e Calabria alcune organizzazioni hanno sospeso la mobilitazione, in Campania e Puglia restano criticità e presidi. Il confronto con il governo proseguirà nei prossimi giorni, ma la tensione resta alta e cresce la pressione per una soluzione rapida.

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