ITALIA, PROTESTE CONTRO IL CAROVITA E MOBILITAZIONI STUDENTESCHE: SCONTRI A MILANO E TORINO
A Milano pietre, bottiglie e bombe carta contro la polizia durante il corteo “Italia in piazza”. A Torino tre minorenni arrestati e circa 50 giovani segnalati dopo gli scontri. A Roma, secondo il portavoce delle Consulte studentesche, 18 agenti feriti durante le proteste del “No Meloni Day”.

ROMA – Le proteste contro il caro vita e le mobilitazioni studentesche attraversano l’Italia, tra richieste di maggiori investimenti nell’istruzione, contestazioni alle politiche del governo e scontri con le forze dell’ordine. Le tensioni più rilevanti sono state segnalate a Milano e Torino, mentre a Roma gli incidenti davanti al Ministero dell’Istruzione hanno provocato, secondo quanto riferito da un rappresentante degli studenti, il ferimento di 18 agenti.
A Milano, oltre 5.000 persone hanno partecipato, secondo le stime riportate dalla stampa, al corteo “Italia in piazza”, promosso contro il caro carburanti, le bollette e i salari ritenuti insufficienti. In via Broletto alcuni manifestanti hanno lanciato pietre, bottiglie, bombe carta e fuochi pirotecnici contro la polizia. Gli agenti in tenuta antisommossa sono intervenuti con cariche di alleggerimento, dividendo il corteo in due gruppi. Sono stati segnalati danni alle pensiline ATM e alle vetrate di alcuni palazzi storici. Alcuni giovani sarebbero rimasti lievemente feriti e diversi manifestanti sono stati fermati per l’identificazione.
A Torino, le proteste studentesche contro le politiche scolastiche del governo e il costo della vita sono sfociate in scontri in piazza Castello. Secondo le cronache locali, sono stati lanciati pietre e bottiglie contro gli agenti, che hanno risposto con idranti, lacrimogeni e cariche. Il bilancio riportato dal Corriere della Sera parla di tre minorenni arrestati e circa 50 giovani segnalati. Nei giorni precedenti, le tensioni erano già aumentate dopo occupazioni e danneggiamenti in diversi istituti scolastici.
A Roma, durante il “No Meloni Day”, i manifestanti hanno raggiunto la sede del Ministero dell’Istruzione tra petardi, fumogeni e lanci di oggetti. Il portavoce nazionale delle Consulte studentesche, Alessandro Di Micco, ha riferito che 18 agenti sono rimasti feriti negli scontri, condannando le violenze e definendo una minoranza dei partecipanti responsabile dei comportamenti più gravi.
Le mobilitazioni non si sono limitate alle tre città. A Cagliari oltre 600 studenti hanno sfilato senza incidenti segnalati, chiedendo maggiori risorse per scuola e università. Ad Aosta circa 80 giovani hanno denunciato carenze strutturali, problemi di riscaldamento e insufficienza dei fondi destinati agli istituti.
Le rivendicazioni riguardano il finanziamento dell’istruzione, la sicurezza degli edifici scolastici, il sostegno alla ricerca, il caro affitti e il costo della vita. Tra gli slogan più diffusi, “Soldi alla scuola, non alla guerra” e “Meno armi, più diritti”.
Sul piano politico, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condannato le aggressioni alle forze dell’ordine e il lancio di bombe carta, invitando tutte le forze politiche a prendere le distanze dalla violenza. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha invece sottolineato la necessità di ascoltare le ragioni degli studenti, pur condannando gli episodi violenti. Anche il presidente della Toscana Eugenio Giani ha chiesto alle istituzioni di prestare attenzione alle richieste delle nuove generazioni.
Le proteste mettono in evidenza un disagio che unisce questioni diverse, dalla scuola al lavoro fino alla pressione del costo della vita. Resta da distinguere le rivendicazioni espresse pacificamente dagli episodi di violenza, mentre le autorità proseguono gli accertamenti sui responsabili dei danneggiamenti e degli scontri.
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