ITALIA-TURCHIA, DUE CRISI DIVERSE E UN SOGNO COMUNE: IL 2032 COME ORIZZONTE
Mancini sta cercando di ricostruire gli Azzurri dopo la mancata qualificazione al Mondiale, Montella deve invece ritrovare equilibrio e continuità con una Turchia che dopo la qualificazione iridata attraversa una fase difficile.

ROMA- Italia e Turchia si ritrovano di fronte il 5 ottobre a Bologna, appena una settimana dopo il netto 4-1 degli Azzurri a Bursa. Ma questa volta la partita non può essere letta soltanto attraverso il risultato. Dietro la sfida di Nations League c’è una storia più ampia: due nazionali che stanno cercando una nuova identità, due allenatori italiani che conoscono profondamente il calcio dell’altro Paese e, soprattutto, un grande appuntamento che le unirà nel futuro, EURO 2032, organizzato congiuntamente da Italia e Turchia.
È quasi un paradosso del calcio: Italia e Turchia stanno vivendo momenti difficili proprio mentre preparano insieme uno degli eventi più importanti del calcio europeo. Il 2032 rappresenta infatti un progetto comune, una responsabilità condivisa e anche un'occasione per costruire un nuovo rapporto calcistico tra i due Paesi. La UEFA ha previsto cinque stadi per ciascuna nazione, con la selezione definitiva degli impianti prevista entro ottobre 2026.
L'Italia arriva a questo appuntamento con una situazione particolare. La mancata qualificazione al Mondiale ha lasciato una ferita profonda e ha aperto la necessità di un cambiamento. Il ritorno di Roberto Mancini significa anche il tentativo di recuperare un'identità che in passato aveva portato gli Azzurri alla conquista dell'Europeo e a un calcio riconoscibile.
Il percorso, naturalmente, non può essere giudicato sulla base di una sola partita. Ma la risposta di Bursa è stata importante: dopo la sconfitta contro il Belgio, l'Italia ha dominato la Turchia vincendo 4-1, con quattro marcatori diversi e un primo tempo particolarmente convincente. La stessa Federazione italiana ha sottolineato la qualità del gioco, la fluidità delle combinazioni e l'impatto dei giovani, tra cui Michael Kayode e Francesco Pio Esposito.
Poi è arrivato il pareggio per 1-1 contro la Francia a Parigi, un risultato che ha dato ulteriore consistenza al nuovo percorso. La Francia è passata in vantaggio con Michael Olise, ma Alessandro Bastoni ha riportato la partita in equilibrio. L'Italia ha inoltre giocato gli ultimi minuti con la superiorità numerica dopo l'espulsione di Dayot Upamecano.
Il dato interessante è quindi il processo. Mancini non sembra semplicemente voler recuperare il passato, ma sta cercando di costruire un'Italia diversa, con nuovi giocatori e nuove gerarchie. La presenza di elementi giovani accanto a uomini di esperienza come Donnarumma e Tonali rappresenta uno degli aspetti centrali di questa fase.
Dall'altra parte, la situazione della Turchia di Vincenzo Montella è molto diversa. La nazionale turca ha conquistato la qualificazione al Mondiale e ha vissuto una crescita importante negli ultimi anni, ma ora deve affrontare un passaggio delicato. Dopo il 4-1 subito dall'Italia, è arrivato anche il pesante 3-0 contro il Belgio, risultato che ha lasciato la Turchia ancora senza punti nel Gruppo A1.
Qui emerge il vero problema di Montella: come trasformare la crescita degli ultimi anni in continuità internazionale?La Turchia possiede talento, giovani interessanti e giocatori capaci di accendere la partita, ma nelle ultime gare ha mostrato difficoltà nella gestione dei momenti negativi. Contro l'Italia, in particolare, il primo tempo ha evidenziato problemi di equilibrio e di protezione della difesa: tre gol subiti in meno di mezz'ora hanno praticamente deciso la partita.
Il secondo tempo ha però mostrato un'altra Turchia. Montella ha cambiato uomini e assetto, Barış Alper Yılmaz ha accorciato le distanze e Arda Güler ha cercato di assumersi maggiori responsabilità. La reazione non è bastata, ma dimostra che il problema non è necessariamente la mancanza di qualità: è soprattutto la capacità di mantenere organizzazione, concentrazione e continuità contro avversari di alto livello.
Ed è proprio qui che il confronto Mancini-Montella diventa interessante. Sono due allenatori italiani, entrambi con una forte esperienza internazionale, ma oggi alle prese con due lavori differenti. Mancini deve ricostruire una nazionale che ha bisogno di ritrovare fiducia dopo una grande delusione; Montella deve consolidare una squadra che ha già raggiunto un obiettivo importante, la qualificazione mondiale, ma che ora deve dimostrare di poter competere con continuità contro le grandi d'Europa.
Il 5 ottobre a Bologna, quindi, il risultato conterà, ma conterà anche ciò che si vedrà dentro la partita. L'Italia cerca conferme, la Turchia cerca una reazione. Gli Azzurri hanno bisogno di costruire un nuovo ciclo; la Turchia ha bisogno di ritrovare il filo del percorso iniziato negli ultimi anni.
E sullo sfondo c'è il 2032. Italia e Turchia arriveranno a quel torneo non soltanto come organizzatrici, ma con l'obiettivo di presentare due nazionali capaci di rappresentare la crescita calcistica dei rispettivi Paesi. Il percorso è ancora lungo e le difficoltà attuali fanno parte di questa costruzione.
Bologna, dunque, può essere molto più di una seconda sfida ravvicinata di Nations League. Può diventare una fotografia del momento di due nazionali e, allo stesso tempo, un piccolo anticipo della storia che Italia e Turchia proveranno a scrivere insieme nel 2032.

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