KASIA SMUTNIAK DEBUTTA ALLA REGIA CON “MUSTANG”: UN ROAD MOVIE LUNGO 23 ANNI
Alla Festa del Cinema di Roma è arrivata da Hollywood anche Julianne Moore, premio Oscar e ultima grande star di una parata che ha visto sfilare divi di ieri e di oggi.

ROMA- Grande successo di critica per il debutto alla regia dell’attrice Kasia Smutniak con il film Mustang, girato in Nepal insieme all’ex compagno Pietro Tarricone, scomparso tragicamente dopo un lancio con il paracadute.
«Il mio è un road movie lungo 23 anni, il percorso di diverse vite», ha raccontato Smutniak, descrivendo il progetto cinematografico e il suo lungo viaggio attraverso storie ed esperienze umane.
Un film che, come ha scritto Paolo Mereghetti sul Corriere della Sera, sorprende e intreccia numerosi valori, meritando ben più di uno sguardo frettoloso. Tra gli obiettivi del progetto c’è anche quello di contribuire alla realizzazione di una scuola in Nepal per i bambini, dando al cinema una concreta finalità sociale.
JULIANNE MOORE ALLA FESTA DEL CINEMA: PREMIO ALLA CARRIERA E NUOVI PROGETTI
Alla Festa del Cinema di Roma è arrivata da Hollywood anche Julianne Moore, premio Oscar e ultima grande star di una parata che ha visto sfilare divi di ieri e di oggi. Per l’attrice un prestigioso riconoscimento alla carriera e la presentazione in anteprima del suo ultimo film, The Debut.
Intanto, si parla già di una possibile nuova candidatura agli Oscar per la sua interpretazione in una commedia musicale diretta da Jesse Eisenberg. Moore veste i panni di una casalinga ingrigita dalla routine quotidiana, che scopre il mondo magico del palcoscenico. Al suo fianco c’è Paul Giamatti, nel ruolo di un severo regista.
«È stato uno dei migliori copioni della mia vita», ha dichiarato l’attrice, sottolineando la qualità della sceneggiatura e la particolare esperienza professionale vissuta sul set.
JEAN-PIERRE JEUNET PORTA AL CINEMA “CHANGER L’EAU DES FLEURS”
La sezione Gran Public propone Changer l’eau des fleurs, diretto dal francese Jean-Pierre Jeunet, il regista che il pubblico ricorda per il film gioiello Il favoloso mondo di Amélie.
La pellicola è tratta dall’omonimo romanzo di Valérie Perrin, un grande successo editoriale che approda ora sul grande schermo sotto forma di commedia ambientata in un piccolo cimitero della Borgogna.
È un microcosmo particolare, popolato da personaggi e storie fuori dal comune, che si trasforma progressivamente in un mondo sorprendente, capace persino di suscitare il sorriso. Al centro della vicenda c’è Violette, protagonista di una realtà familiare decisamente insolita, tra segreti, bugie e situazioni imprevedibili.
STEFANIA ROCCA DEBUTTA ALLA REGIA CON “L’ORA DI TUTTI”
La Festa del Cinema di Roma ospita, tra le opere prime, un altro debutto alla regia da parte di un’attrice: quello di Stefania Rocca con L’ora di tutti, ispirato al romanzo di Maria Corti.
Il film affronta una pagina drammatica della storia italiana, il sacco di Otranto del 1480, intrecciando passato e presente in una narrazione di forte intensità storica ed emotiva.
Protagonista è Alice Pagani, che interpreta Idrusa, la giovane vedova di un pescatore destinata a diventare una figura centrale di una storica resistenza femminile, quando Otranto fu assalita dal mare dalle forze ottomane.
Una storia che riporta al centro il coraggio delle donne e la memoria di una comunità chiamata a difendere la propria terra in uno dei momenti più tragici della sua storia.
TRIESTE GUARDA ALL’AMERICA LATINA: IL FESTIVAL DEL CINEMA CELEBRA VLASTA LAH
A Roma, in questi giorni dedicati al cinema e agli eventi internazionali, si è parlato anche di città, mare e cultura, con uno sguardo rivolto a Trieste e alla prossima edizione del Festival del Cinema Latino Americano, diretto da Rodrigo Díaz.
L’appuntamento, giunto alla sua 41ª edizione, si prepara a proporre una panoramica del cinema latinoamericano, con opere provenienti da diversi Paesi del continente, tra cui Messico, Cile, Perù e Argentina. L’evento si svolge in un momento particolarmente significativo, alla vigilia della partenza del Papa per il Sud America.
Tra i momenti centrali del programma ci sarà l’omaggio alla leggendaria regista argentina Vlasta Lah, nata a Pola ed emigrata in Argentina nel 1938, dopo aver frequentato a Roma la scuola di cinematografia. La manifestazione le dedicherà la proiezione di due film e di un documentario sulla sua vita e sul suo percorso artistico.
La riscoperta della filmografia di questa importante regista rappresenta uno degli appuntamenti di maggiore interesse del festival, che continua a mantenere viva l'attenzione sull'intero patrimonio artistico e culturale del cinema latinoamericano.
Tra i partner figura la Fondazione Insieme di Santiago del Cile, realtà legata alla comunità degli emigrati italiani e dei loro discendenti in America Latina.
Fra i titoli annunciati per questa edizione figura anche El año de la peste, diretto da Felipe Cazals e ispirato a un racconto di Gabriel García Márquez. Un potente thriller fantascientifico che si presenta come una delle possibili sorprese della rassegna.
Il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste si conferma così un importante punto d'incontro tra culture, storie e cinematografie, valorizzando opere e autori che contribuiscono a raccontare la ricchezza e la varietà del continente latinoamericano.
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