MEDIO ORIENTE: GLI USA INVIANO UNA TERZA PORTAEREI E ULTERIORI FORZE MILITARI NELLA REGIONE
Secondo i media americani, il dispiegamento potrebbe coinvolgere fino a 10.000 militari aggiuntivi. Washington valuta le possibili opzioni in caso di nuovi attacchi contro l’Iran.

WASHINGTON – Il Pentagono sta inviando in Medio Oriente un terzo gruppo d’attacco navale incentrato sulla portaerei USS Theodore Roosevelt, insieme a ulteriori forze del Corpo dei Marines. Lo riferiscono i media americani, mentre il presidente Donald Trump valuta la possibilità di riprendere le operazioni militari contro l’Iran.
Il dispiegamento comprende anche un gruppo navale anfibio con a bordo Marines e personale della Marina statunitense. Le unità sono partite dalla California alla fine di settembre e sono dirette verso la regione, secondo quanto riportato dalla stampa statunitense.
Il rafforzamento potrebbe comportare l’arrivo di ulteriori 9.000-10.000 militari tra marinai e Marines. L’arrivo delle forze è previsto entro la fine di novembre, anche se i tempi potrebbero subire modifiche in base alle esigenze operative.
Se il nuovo gruppo navale raggiungerà la regione prima della partenza di altre unità, gli Stati Uniti potrebbero disporre contemporaneamente di tre gruppi d’attacco di portaerei nell’area. Il rafforzamento amplierebbe le opzioni militari di Washington e consoliderebbe la presenza americana in una zona strategica per gli equilibri regionali e per i traffici energetici internazionali.
Il dispiegamento avviene in una fase di persistenti tensioni tra Washington e Teheran. Secondo i media americani, l’amministrazione statunitense continua a valutare diversi scenari, compresa l’eventualità di nuovi attacchi militari.
L’invio delle navi e dei Marines, tuttavia, non costituisce di per sé la conferma di una decisione di avviare una nuova operazione. I dettagli operativi e la destinazione finale delle unità non sono stati resi interamente pubblici.
Particolare attenzione resta rivolta allo Stretto di Hormuz, passaggio fondamentale per il commercio mondiale di petrolio e gas, la cui sicurezza rappresenta un elemento centrale nelle tensioni regionali.

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