Polizia di Stato sottopone a fermo l’autore del tentato omicidio di Milano Marittima
Fermato dalla Squadra Mobile un cittadino tunisino ritenuto responsabile dell’aggressione avvenuta a Milano Marittima: decisive le testimonianze della vittima e di un passante, insieme agli accertamenti investigativi della Polizia di Stato.

ROMA-Nel tardo pomeriggio del 19 agosto 2026, la Polizia di Stato di Ravenna ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto un cittadino tunisino ritenuto essere il presunto autore del tentato omicidio avvenuto la notte a cavallo tra il 15 ed il 16 agosto a Milano Marittima. I fatti sono avvenuti intorno alle ore 01.00 del 16 agosto quando una pattuglia impiegata in un servizio di controllo straordinario del territorio predisposto dalla Questura veniva avvicinata da un passante il quale dichiarava di aver assistito ad un accoltellamento; venivano immediatamente attivati i soccorsi e la vittima, un cittadino albanese quarantenne, veniva trasportato d’urgenza all’ospedale Bufalini di Cesena.
La vicenda si è consumata a Milano Marittima, in corrispondenza di Piazza Napoli e dai primi accertamenti sul posto si evinceva che intorno alle ore 01.00 era scoppiata una accesa lite in strada tra due uomini, uno dei quali, armato di un coltello a serramanico, aveva sferrato diversi fendenti all’altro contendente, ferendolo in più parti del corpo, tant’è che il referto emesso successivamente certificava proprio “ferite da taglio dell’addome con ematoma, ferita da taglio del torace, ferita da taglio della guancia sx, ferita da taglio dell’orecchio, fratture costali a sinistra”; l’uomo veniva ricoverato con prognosi di trenta giorni e immediatamente operato d’urgenza. All’arrivo delle altre pattuglie sul posto, l’autore dell’aggressione, descritto come un uomo sulla quarantina e con capelli brizzolati racchiusi in una coda, si era già dileguato.
Iniziava subito, sotto il coordinamento e la direzione della Procura della Repubblica di Ravenna, l’attività di indagine a cura della Squadra Mobile. Venivano visionate le immagini delle videocamere poste nelle vicinanze del luogo del delitto, attività che però non forniva spunti investigativi utili. Le dichiarazioni della parte offesa, rilasciate non appena le sue condizioni mediche post operatorie si sono stabilizzate, unitamente a quelle del testimone soccorritore fornivano dettagli utili – e convergenti – sulle caratteristiche dell’aggressore; inoltre, la vittima indicava un generico nome di battesimo dell’autore della lesione, a lui noto di vista. Sulla scorta di tali indizi, venivano sviluppate precise analisi delle banche dati in uso alla Polizia di Stato che permettevano agli investigatori della Squadra Mobile di profilare una lista di possibili indiziati. Tra i soggetti individuati dall’attività di analisi posta in essere dagli agenti, la vittima e il testimone riconoscevano – senza alcun dubbio – l’autore della feroce aggressione: un cittadino tunisino, regolare sul territorio nazionale, con piccoli precedenti di polizia, di fatto senza fissa dimora.
Venivano pertanto programmati ed eseguiti mirati servizi di perlustrazione ed osservazione, realizzati su tutto il litorale cervese. Nel pomeriggio del 19 agosto, in un parco pubblico in località Tagliata di Cervia, gli agenti scorgevano un uomo molto simile a quello precedentemente indicato dalla vittima. A quel punto gli investigatori sono intervenuto ed hanno fermato il sospettato per poi accompagnarlo in Questura. Condotto presso gli Uffici della Polizia di Stato, l’uomo veniva sottoposto a fotosegnalamento e rilievi dattiloscopici, all’esito delle cui risultanze si accertava l’assoluta corrispondenza tra il soggetto accompagnato e quello indicato dalla vittima e dal testimone quale autore del tentato omicidio.
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