POLONIA, ALLARME SICUREZZA NELLE SCUOLE: 117 ARRESTI E 65MILA CONTROLLI
Tre gravi aggressioni in quattro giorni, una vittima mortale e numerosi feriti. Quasi 40mila agenti mobilitati per verificare le minacce e prevenire nuovi episodi di violenza.

VARSAVIA – Massima allerta in Polonia dopo tre gravi episodi di violenza avvenuti in istituti scolastici nell’arco di quattro giorni. La polizia ha effettuato circa 65mila controlli nelle scuole di tutto il Paese e fermato 117 persone nell’ambito delle operazioni di prevenzione. I dati sono stati presentati domenica dal ministro dell’Interno Marcin Kierwiński, durante un incontro con il premier Donald Tusk e i responsabili della sicurezza.
In tre giorni sono stati impiegati quasi 40mila agenti per verificare segnalazioni di minacce, comportamenti pericolosi e possibili attacchi. Tra le persone fermate figurano soprattutto giovani tra i 13 e i 19 anni. Le contestazioni comprendono minacce rivolte a studenti e insegnanti, pubblicazione di video violenti e possesso di coltelli o altri oggetti pericolosi. Le autorità precisano che gli arresti non corrispondono necessariamente a piani di attacco concreti e confermati.
Il primo episodio è avvenuto il 7 ottobre a Ostrołęka, dove uno studente di 19 anni ha ferito nove persone con un oggetto appuntito. Nel suo zaino sarebbe stato trovato anche un ordigno esplosivo artigianale. Il giorno successivo, a Leszczydół-Nowiny, un ex studente di 15 anni ha aggredito tre dipendenti di una scuola elementare: una donna di 37 anni è morta, mentre il preside e un insegnante sono rimasti feriti.
Il terzo attacco si è verificato sabato 10 ottobre in una scuola post-secondaria di Varsavia. Uno studente di 21 anni ha aggredito tre donne con un coltello. Una ragazza di 17 anni è stata ricoverata in ospedale. Il presunto aggressore è stato immobilizzato da un membro del personale scolastico e successivamente arrestato.
Le indagini hanno inoltre portato all’arresto di un diciassettenne a Sierpc, sospettato di preparare un possibile attacco. Durante una perquisizione sarebbero stati sequestrati due coltelli e sul suo telefono sarebbero state trovate ricerche relative alla preparazione di un’aggressione.
Secondo il premier Tusk, al momento non ci sono elementi sufficienti per affermare che tutti gli episodi siano riconducibili a un’unica organizzazione. Alcuni casi potrebbero essere legati all’emulazione e alla diffusione online di contenuti violenti. Le autorità hanno confermato che, fino alla sera di domenica, non risultavano nuove aggressioni nelle scuole.
I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni. Il governo invita cittadini, genitori e personale scolastico a segnalare tempestivamente ogni minaccia concreta, evitando al tempo stesso la diffusione di voci e informazioni non verificate che potrebbero alimentare il panico.
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