POLONIA, SVENTATO PRESUNTO ATTENTATO CONTRO TUSK E IL MINISTRO DELLA DIFESA
Arrestato un uomo di oltre 60 anni in Bassa Slesia. Le autorità indagano sulle minacce al premier e a Władysław Kosiniak-Kamysz. Riunione d’emergenza dei servizi di sicurezza.

VARSAVIA – Un uomo di oltre 60 anni è stato arrestato in Polonia con l’accusa di aver pianificato un possibile attacco contro il primo ministro Donald Tusk e il vicepremier e ministro della Difesa, Władysław Kosiniak-Kamysz. La notizia è stata confermata dal governo polacco, mentre le autorità stanno ricostruendo le circostanze della vicenda e la reale portata della minaccia.
Secondo quanto riferito dal ministro dell’Interno Marcin Kierwiński, l’identificazione del sospettato è stata possibile grazie all’analisi dei contenuti pubblicati su Internet. Le informazioni raccolte dalla polizia avevano inizialmente spinto le autorità ad attivare immediatamente le procedure di sicurezza.
La portavoce del ministero dell’Interno, Karolina Gałecka, aveva annunciato la convocazione di una riunione straordinaria presso il Centro antiterrorismo dell’Agenzia per la sicurezza interna (ABW). All’incontro erano attesi rappresentanti della polizia, del Servizio di protezione dello Stato e degli organismi responsabili della sicurezza nazionale.
Il portavoce dei servizi speciali, Jacek Dobrzyński, ha sottolineato la serietà della situazione. Il premier Tusk ha ringraziato le forze dell’ordine per il loro intervento rapido e deciso. Anche il ministro della Difesa ha espresso riconoscenza per il lavoro svolto dagli investigatori.
L’episodio si inserisce in una fase di particolare allerta per la sicurezza in Polonia, Paese membro dell’Unione europea e della NATO, situato sul fianco orientale dell’Alleanza. Negli ultimi giorni, una serie di gravi episodi di violenza nelle scuole, tra cui un’aggressione mortale contro un dipendente scolastico, ha accresciuto la preoccupazione dell’opinione pubblica.
Al momento, le autorità non hanno reso noti tutti i dettagli relativi al presunto piano, né hanno chiarito se il sospettato abbia agito da solo o con eventuali complici. Restano da accertare le motivazioni e il grado di concretezza delle minacce. L’indagine dovrà stabilire le responsabilità individuali e ricostruire con precisione quanto accaduto, nel rispetto della presunzione di innocenza.
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