Prof. Foad Aodi: “Da Taranto un nuovo Mediterraneo di pace, dialogo e fratellanza”
Lo sport può andare oltre una gara o una medaglia: può diventare uno strumento di pace, dialogo e fratellanza.

ROMA- Il Prof. Foad Aodi, presidente di AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, CO-MAI, UMEM e Movimento Internazionale “Uniti per Unire”, lancia da Taranto un appello affinché i Giochi del Mediterraneo 2026 diventino un punto di partenza per una nuova stagione di collaborazione tra i popoli.
«Lo sport può andare oltre una gara o una medaglia: può diventare uno strumento di pace, dialogo e fratellanza. Taranto 2026 deve lasciare un’eredità fatta di cooperazione, rispetto e incontro tra culture diverse».
Aodi raccoglie l’appello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il richiamo di Papa Leone XIV affinché il Mediterraneo torni a essere un luogo di civiltà, solidarietà e collaborazione. «Non possiamo abituarci alla guerra. La diplomazia e il dialogo devono essere la strada per costruire il futuro».
Secondo il Prof. Aodi, il Mediterraneo deve tornare a essere un ponte tra popoli e generazioni: «Gli atleti dimostrano che si può competere senza diventare nemici, rispettando le bandiere e le culture degli altri». Un messaggio particolare è rivolto ai giovani: «Non dobbiamo consegnare alle nuove generazioni un Mediterraneo fatto solo di conflitti e divisioni. Servono più scambi culturali, universitari e sportivi per conoscersi e superare le paure».
Il Prof. Aodi propone infine un Patto permanente del Mediterraneo per la Pace, la Salute, i Giovani, lo Sport e il Dialogo, affinché il valore dei Giochi di Taranto continui nel tempo e diventi un impegno comune tra istituzioni, società civile e popoli.
«Se da Taranto nascerà un impegno capace di unire i popoli oltre le frontiere, allora questi Giochi avranno conquistato la medaglia più importante: quella della pace e della fratellanza del Mediterraneo». (C.M.)
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