ROCKY, CANTONA’ E LE STAR: ROMA ACCENDE IL CINEMA!
Dalla leggenda di Rocky Balboa al calcio senza filtri di Eric Cantona: le storie, le stelle e le sorprese della Festa del Cinema di Roma

ROMA- Sylvester Stallone ha appena affidato all’editore Rizzoli la sua autobiografia, The Steps. Come sono diventato Rocky Balboa. E alla Festa del Cinema di Roma arriva, senza la presenza dell’attore, I Play Rocky, il film diretto da Peter Farrelly con Anthony Ippolito nei panni di un giovane Rocky Balboa.
L’ultima volta che intervistai Sylvester Stallone alla Mostra del Cinema di Venezia, finii in ospedale: un sedicente bodyguard, vestito completamente di nero e con gli immancabili occhiali scuri, mi scaraventò a terra con un colpo di karate. A soccorrermi fu lo stesso Stallone, che reagì prendendo a calci l’improvvisato guardiano.
«Nella sua vita, Sylvester Stallone ha dovuto tirare tanti pugni alle umiliazioni e ai provini andati male, prima di arrivare ai tre Oscar del 1977», mi raccontò una volta Bill Conti, autore della celebre colonna sonora dei film di Rocky. Una storia di cadute e risalite che oggi torna sul grande schermo con un film che ripercorre le origini di una saga diventata leggenda.
ERIC CANTONA, IL RE CHE NON HA MAI AMATO LE REGOLE
Non tirava pugni, ma sferrava calci formidabili Eric Cantona, conosciuto dai tifosi come Eric the King. Il fuoriclasse francese contribuì al ritorno al titolo del Manchester United nel 1993, dopo 26 anni di attesa. Ma la sua carriera è rimasta segnata anche da un episodio clamoroso: la squalifica di otto mesi dopo il calcio sferrato a Matthew Simmons, tifoso del Crystal Palace che lo aveva insultato dagli spalti.
È uno dei momenti più sorprendenti del film Cantona', in programma il 23 ottobre alla Festa del Cinema di Roma dopo l’anteprima al Festival di Cannes. Diretto da David Tryhorn e Ben Nicholas, il documentario ripercorre la carriera sportiva di uno dei personaggi più controversi e affascinanti del calcio internazionale, senza dimenticarne le passioni per la pittura e la recitazione.
Cinque titoli della Premier League, due campionati francesi, 165 gol e 70 assist: i numeri raccontano soltanto una parte della sua storia. Ci sono anche gli scontri, le provocazioni, le polemiche con i giornalisti e gli arbitri, il celebre dito medio rivolto ai tifosi e il burrascoso rapporto con Bernard Tapie, il miliardario presidente dell’Olympique Marsiglia.
Oggi Cantona si divide tra arte e cinema. E la sua riflessione sul calcio contemporaneo è destinata a far discutere: «Tutti vedono le partite in televisione. La protagonista è la VAR. Ma, per fortuna, la magia del calcio si vede soltanto allo stadio».
LOUIS GARREL E CAMILLE COTTIN, LE DOMANDE SCOMODE DI UN BAMBINO
Alla Festa del Cinema di Roma riflettori puntati anche su Louis Garrel e Camille Cottin, protagonisti della commedia Juste une illusion, diretta da Éric Toledano e Olivier Nakache, gli stessi registi del popolarissimo Quasi amici.
Questa volta, al centro della storia ci sono le domande impertinenti di un bambino, Vincent, che si interroga sull’identità, l’amicizia, la famiglia, la religione e il desiderio, mentre scopre i primi turbamenti sentimentali.
Una commedia che affronta con leggerezza temi profondi e che meriterebbe di essere vista da genitori e adolescenti. Soprattutto da quei ragazzi che, talvolta annoiati dal benessere, sembrano cercare risposte a domande alle quali gli adulti non sempre sanno rispondere.
IL CINEMA ITALIANO TRA SENTIMENTI, PAURE E IRONIA
L’Italia del cinema si presenta con Noi un po’ meglio, commedia sentimentale diretta da Daniele Luchetti e interpretata da Elio Germano e Maria Chiara Giannetta. Il film affronta le paure, i desideri e il bisogno, sempre più evidente nella società contemporanea, di confrontarsi con se stessi e con gli altri.
Nella grande Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, il pubblico incontra invece È andata così, film di Gianni Zanasi con Valentina Lodovini, Michele Riondino e Valerio Mastandrea.
Un viaggio ricco di emozioni e situazioni imprevedibili, tra gatti scappati, uno strozzino impertinente e presenze misteriose. Un racconto che mescola ironia e sorpresa, accompagnando i protagonisti — e gli spettatori — verso una conclusione che sembra quasi un invito ad accettare la vita con un sorriso: è andata così.
THE WOMEN, UN CAPOLAVORO SENZA ETÀ
Nel ricco panorama dei film restaurati, ho rivisto infine The Women, il capolavoro del 1939 diretto da George Cukor, uno dei grandi maestri della Hollywood che non c’è più.
Un film straordinario, con un cast interamente femminile, nel quale brillano icone come Joan Crawford, Rosalind Russell, Joan Fontaine e Paulette Goddard.
Un’opera che conserva intatto il suo fascino, capace ancora oggi di raccontare relazioni, ambizioni, rivalità e sentimenti con una modernità sorprendente.
Scusate se è poco!
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