SPAGNA, CARCERE PER IL GESTORE DI UNA «CASA PATERA» A CEUTA: 74 MIGRANTI IN CONDIZIONI DI SOVRAFFOLLAMENTO
L’uomo, circa 30 anni, avrebbe chiesto tra 10 e 20 euro a notte. Nell’abitazione era disponibile un solo letto; previsti sconti per chi lavorava come muratore.

CEUTA – Una sola camera da letto, spazi insufficienti e 74 migranti costretti a vivere in condizioni di estremo sovraffollamento. È quanto emerso in un’indagine su una cosiddetta «casa patera» nel quartiere di El Príncipe, a Ceuta, enclave spagnola sulla costa nordafricana. Per il responsabile della struttura è stata disposta la reclusione.
L’indagato, un uomo di circa 30 anni residente a Ceuta, avrebbe gestito l’abitazione trasformandola in un alloggio di fortuna per decine di persone, chiedendo un pagamento per ogni notte trascorsa all’interno. Le tariffe oscillavano tra i 10 e i 20 euro, mentre sarebbero state applicate riduzioni ai migranti che lavoravano come muratori.
Il caso riporta l’attenzione sul fenomeno delle «case patera», abitazioni utilizzate per ospitare migranti in condizioni precarie e spesso caratterizzate da un numero di occupanti molto superiore alla capacità degli immobili. Il termine richiama le imbarcazioni impiegate nelle traversate irregolari verso la Spagna e viene utilizzato per descrivere alloggi sovraffollati destinati a persone in situazione di vulnerabilità.
La vicenda si inserisce nel complesso contesto migratorio di Ceuta, territorio spagnolo circondato dal Marocco e punto sensibile delle rotte migratorie verso l’Europa. Per molte persone arrivate nell’enclave, la ricerca di un alloggio rappresenta una necessità immediata, che può esporle al rischio di sfruttamento.
Secondo le informazioni disponibili, il dato più significativo dell’inchiesta è il numero di persone ospitate: 74 migranti e un solo letto. Per ulteriori dettagli sulla sentenza, sulle accuse contestate e sulle condizioni dell’immobile non sono disponibili, nel materiale fornito, informazioni sufficienti per una ricostruzione più precisa.
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