THAILANDIA, SCANDALI TRA SESSO E DENARO SCUOTONO IL MONDO DEI MONACI
Dopo una serie di casi che hanno coinvolto esponenti di alto livello del clero buddhista, cresce la pressione per rafforzare i controlli sui templi e sulla gestione delle donazioni

BANGKOK – Sesso, denaro e potere stanno mettendo a dura prova la fiducia dei fedeli nel clero buddhista thailandese. Una serie di scandali ha coinvolto negli ultimi mesi monaci e abati accusati di relazioni inappropriate, gestione irregolare delle risorse e, in alcuni casi, uso di denaro dei templi. La vicenda più recente riguarda l’ex abate del Wat Phutthaisawan, ad Ayutthaya, arrestato a settembre con l’accusa di appropriazione indebita e riciclaggio. Il caso è stato accompagnato dalla diffusione di immagini che documenterebbero una relazione sessuale con una donna.
La stampa thailandese sottolinea come gli scandali non siano episodi isolati. Thai PBS ha riferito di indagini sui movimenti finanziari collegati a 12 monaci, mentre il quotidiano Matichon ha evidenziato il legame tra alcuni casi di relazioni con donne, trasferimenti di denaro, automobili e altri beni. Le autorità stanno cercando di distinguere il denaro personale dalle somme provenienti dalle casse dei templi.
Il problema riguarda anche le dimensioni economiche del sistema religioso. Secondo Thairath, il giro annuale delle donazioni ai templi raggiungerebbe circa 54 miliardi di baht. Da qui la richiesta di maggiore trasparenza. Tra le proposte avanzate in Parlamento figura la modifica della legge sull’organizzazione monastica per evitare che il controllo finanziario rimanga concentrato nelle mani dei soli abati. Si ipotizza un maggiore coinvolgimento di comitati laici e comunità locali, oltre a sistemi digitali per registrare le donazioni.
Il sistema E-donation è già utilizzato da oltre 43 mila templi sui circa 45 mila presenti nel Paese. Nel 2026 le donazioni registrate attraverso la piattaforma hanno raggiunto circa 23 miliardi di baht.
La discussione non riguarda soltanto il comportamento individuale dei monaci, ma la necessità di rendere più trasparente un sistema fondato sulla fiducia dei fedeli. Per le autorità thailandesi, l'obiettivo è evitare che scandali personali e finanziari finiscano per compromettere la credibilità dell'intera comunità buddhista.
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