UNGHERIA, IL NUOVO GOVERNO ALLA PROVA DEL CAMBIAMENTO: GIOVANI E FUTURO EUROPEO AL CENTRO
Sul piano istituzionale, il governo Magyar ha inoltre avviato nuove iniziative contro la corruzione

BUDAPEST – Dopo il cambio di governo, l’Ungheria attraversa una fase politica caratterizzata da forti aspettative e dalla richiesta di cambiamento, soprattutto tra le nuove generazioni. La vittoria di Péter Magyar e del partito Tisza alle elezioni del 12 aprile 2026 ha posto fine a 16 anni di governo di Viktor Orbán e aperto una nuova fase nei rapporti tra Budapest e le istituzioni europee.
Il nuovo esecutivo ha scelto un approccio più orientato alla cooperazione con Bruxelles, presentando il rafforzamento dello Stato di diritto e la lotta alla corruzione come priorità. A settembre la Commissione europea ha sbloccato 4,2 miliardi di euro di fondi di coesione e ha riaperto per l’Ungheria l’accesso ai programmi Erasmus+ e Horizon Europe, dopo le riforme richieste sullo Stato di diritto.
Il cambiamento non riguarda però soltanto i rapporti con l’Unione europea. Il nuovo governo deve ora tradurre le promesse elettorali in risultati concreti nella vita quotidiana. Economia, occupazione, servizi pubblici, istruzione, opportunità professionali e condizioni per i giovani rappresentano alcuni dei principali dossier sui quali sarà misurata la nuova amministrazione.
Particolare attenzione è rivolta proprio ai giovani, che chiedono maggiori possibilità di studio, lavoro e mobilità internazionale, ma anche un sistema pubblico più trasparente e istituzioni percepite come più vicine ai cittadini. Il ritorno ai programmi europei di mobilità e ricerca rappresenta, in questo senso, un elemento importante per studenti, ricercatori e università.
Sul piano istituzionale, il governo Magyar ha inoltre avviato nuove iniziative contro la corruzione. A settembre il nuovo organismo anticorruzione ha annunciato le prime quattro indagini su presunti casi legati alla precedente amministrazione. Le accuse sono contestate dagli interessati e le indagini sono ancora in corso.
Anche la politica estera sta registrando un cambiamento. Budapest sta cercando di rafforzare i rapporti con i partner europei e, parallelamente, ha assunto posizioni più distanti da Mosca rispetto alla precedente amministrazione. A settembre l’Ungheria ha annunciato l’espulsione di dieci diplomatici russi.
Per il nuovo governo, tuttavia, la vera sfida sarà trasformare il nuovo clima europeo in benefici concreti per la popolazione. Dopo anni di forte contrapposizione con Bruxelles, la cooperazione potrebbe aprire nuove opportunità, ma le aspettative interne sono elevate.
L’Ungheria entra così in una fase di transizione nella quale il cambiamento politico dovrà confrontarsi con le esigenze concrete di una società, e in particolare di una generazione giovane, che guarda all’Europa come spazio di studio, lavoro, innovazione e nuove opportunità.
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