CARO CARBURANTI, LA PROTESTA DEI TRASPORTATORI SI ALLARGA IN EUROPA
Dai taxi francesi alle auto bianche italiane, lavoratori e imprese denunciano l’impatto dell’aumento dei costi. A Roma sit-in al Ministero dell’Economia il 22 settembre

ROMA – Il caro carburanti sta mettendo sotto pressione il mondo dei trasporti in diversi Paesi europei. L’aumento dei prezzi alla pompa pesa direttamente sui costi di lavoro di taxi, autotrasportatori e altri operatori della mobilità, mentre per molte categorie la possibilità di trasferire gli aumenti sulle tariffe resta limitata. In Italia le associazioni del trasporto pubblico non di linea hanno chiesto al governo misure specifiche di sostegno, sottolineando il rischio per la sostenibilità economica delle imprese e per la continuità dei servizi.
A Roma la protesta entra nella fase operativa. Cobas Lavoro Privato – Settore Taxi, Associazione TaxItalia, Comitato Tassisti di Base Campania e Confintesa Taxi hanno annunciato un sit-in a oltranza davanti al Ministero dell’Economia e delle Finanze, in via XX Settembre, per martedì 22 settembre alle ore 10. Al centro della mobilitazione ci sono il costo del carburante e la richiesta di interventi strutturali.
Le organizzazioni chiedono, tra le altre misure, una riduzione della pressione fiscale sui carburanti, maggiori strumenti di compensazione e la possibilità per i taxi di rifornirsi presso i depositi del trasporto pubblico a condizioni più favorevoli.
Il problema riguarda anche il trasporto merci e passeggeri: il Ministero delle Infrastrutture ha previsto ulteriori risorse per sostenere le imprese attraverso un credito d’imposta sul maggiore costo del gasolio.
La mobilitazione italiana arriva mentre anche in Francia il caro carburanti sta alimentando proteste e richieste di sostegno per le categorie più esposte. Il governo francese ha annunciato misure mirate per attenuare l’impatto dell’aumento dei costi energetici sui lavoratori e sui settori maggiormente colpiti.



