KOSOVO: SENTENZA ALL’AIA, THAÇI E KRASNIQI CONDANNATI A 25 ANNI, VESELI A 18 E SELIMI A 13
La Corte ha ritenuto Thaçi responsabile per alcuni crimini di guerra, tra cui omicidio, tortura, trattamento crudele e detenzione arbitraria.

L’AIA – Le Camere specializzate del Kosovo all’Aia hanno pronunciato oggi la sentenza di primo grado nei confronti di quattro ex esponenti di vertice dell’Esercito di liberazione del Kosovo (UÇK), condannandoli a complessivi 81 anni di carcere per crimini di guerra.
L’ex presidente del Kosovo Hashim Thaçi e l’ex presidente dell’Assemblea Jakup Krasniqi sono stati condannati entrambi a 25 anni di reclusione. L’ex comandante dell’UÇK Kadri Veseli dovrà scontare 18 anni, mentre Rexhep Selimi, anch’egli ex dirigente dell’UÇK, è stato condannato a 13 anni di carcere.
Il procedimento riguarda fatti avvenuti tra marzo 1998 e settembre 1999 in diverse località del Kosovo e in alcune zone dell’Albania settentrionale. Le accuse comprendevano crimini contro l’umanità e crimini di guerra, tra cui persecuzione, detenzione illegale e arbitraria, trattamento crudele, tortura, omicidio e sparizione forzata.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, i reati sarebbero stati commessi contro centinaia di civili e persone che non partecipavano alle ostilità, considerate vicine alle forze serbe o contrarie all’UÇK. Il procedimento ha esaminato la responsabilità individuale dei quattro imputati per i crimini contestati.
La Corte ha ritenuto Thaçi responsabile per alcuni crimini di guerra, tra cui omicidio, tortura, trattamento crudele e detenzione arbitraria. Per alcune accuse relative ai crimini contro l’umanità, invece, è stato assolto per insufficienza di prove.
I quattro imputati hanno sempre respinto le accuse e si sono dichiarati non colpevoli. Il processo era iniziato nell’aprile 2023 e la fase dibattimentale si è conclusa dopo l’esame di un ingente materiale probatorio. Le Camere specializzate hanno riferito di circa 270 testimoni, tra testimonianze orali e scritte, e di oltre 5.400 elementi di prova acquisiti agli atti.

La sentenza ha provocato reazioni in Kosovo. Il ministro degli Esteri kosovaro Glauk Konjufca ha definito il verdetto “triste” e “ingiusto” per i quattro ex dirigenti dell’UÇK. A Pristina e in altre località sono state segnalate manifestazioni e momenti di forte tensione tra i sostenitori degli imputati.
Le Camere specializzate del Kosovo sono state istituite sulla base della legislazione kosovara, con sede all’Aia e giudici e procuratori internazionali. Il loro mandato riguarda crimini di guerra, crimini contro l’umanità e altri reati commessi in Kosovo nel periodo previsto dalla legge istitutiva.
La sentenza è di primo grado e contro il verdetto è previsto il ricorso in appello.

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