Moldova, il mistero di Cobasna: il grande deposito di munizioni torna al centro della sicurezza europea
Il deposito militare in Transnistria torna al centro del confronto geopolitico: le autorità moldave smentiscono scenari catastrofici, ma chiedono attenzione sulla presenza russa nella regione.

ROMA- Le autorità moldave ridimensionano gli scenari più allarmistici: “Nessun rischio paragonabile alla bomba di Hiroshima, ma la presenza del deposito resta una questione strategica per la regione”. Il deposito di munizioni di Cobasna, nella regione separatista della Transnistria, torna al centro dell’attenzione internazionale per il suo valore strategico e per i timori legati alla sicurezza nell’Europa orientale. Per oltre vent’anni il sito è stato indicato come una possibile fonte di rischio per l’intera area, ma una nuova analisi delle autorità moldave ridimensiona gli scenari più estremi.
Secondo il rapporto presentato dal Servizio di intelligence e sicurezza della Moldova e dall’Agenzia di intelligence militare, nel deposito sarebbero presenti attualmente circa 14 mila tonnellate di munizioni, delle quali solo circa 2.800 tonnellate rappresenterebbero la reale carica esplosiva.
Le autorità hanno respinto le ipotesi secondo cui un’esplosione a Cobasna potrebbe avere una potenza simile alla bomba atomica sganciata su Hiroshima. Secondo le valutazioni tecniche, questo confronto sarebbe basato su un errore di calcolo, perché considera il peso totale delle munizioni senza distinguere tra materiale esplosivo e componenti non esplosive.
Il rapporto evidenzia inoltre che le munizioni non sono concentrate in un unico punto, ma distribuite in 42 depositi diversi, situati su un’area superiore a un chilometro quadrato e separati tra loro da decine di metri. Questa struttura ridurrebbe la possibilità di una detonazione simultanea dell’intero arsenale.
Le simulazioni effettuate dalle autorità moldave indicano che gli effetti diretti di un’eventuale esplosione in un singolo deposito sarebbero limitati a un raggio di circa due chilometri dall’epicentro.
Nonostante il ridimensionamento del pericolo, Cobasna resta un punto delicato dal punto di vista geopolitico. Il deposito, costruito durante il periodo sovietico, è oggi sotto controllo di fatto delle forze russe presenti nella regione della Transnistria, una presenza contestata dal governo moldavo.
Negli anni precedenti, una parte delle scorte è stata rimossa o distrutta sotto il monitoraggio internazionale, in particolare con il coinvolgimento dell’OSCE. Tra il 2001 e il 2004 furono eliminate circa 22 mila tonnellate di munizioni, mentre successivamente il processo di smaltimento si è fermato.
Le autorità moldave definiscono oggi il deposito un rischio “limitato e controllabile”, ma sottolineano che la questione rimane legata alla sicurezza regionale e alla presenza militare russa in Transnistria.
Cobasna rappresenta quindi non soltanto un vecchio arsenale dell’epoca sovietica, ma anche un simbolo delle tensioni ancora aperte tra Moldova, Russia e Occidente in una delle aree più sensibili del continente europeo.
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