PERÙ, UCCISA DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE LA GIORNALISTA E CANDIDATA SUSY APONTE POLO
L’omicidio riaccende l’attenzione sulla sicurezza dei giornalisti e dei candidati in Perù, in una fase caratterizzata dalla campagna per le elezioni regionali e municipali.

CARAZ – È stata uccisa a colpi d’arma da fuoco mentre partecipava a un’attività elettorale in un mercato di Caraz, nella regione di Áncash, in Perù. La vittima è Susy Isabel Aponte Polo, conosciuta come “La China Polo”, giornalista e candidata al Governo Regionale di Áncash per il movimento politico Socios por Áncash. L’agguato è avvenuto sabato 19 settembre, durante un’iniziativa della campagna elettorale.
Secondo le prime ricostruzioni, Aponte Polo si trovava all’interno o nelle immediate vicinanze del mercato, insieme a simpatizzanti e componenti della sua organizzazione politica, quando è stata raggiunta dai proiettili. L’attacco ha provocato anche il ferimento di altre persone presenti sul posto. Le autorità peruviane hanno avviato un’indagine per ricostruire la dinamica dell’agguato e accertare le responsabilità.
La Polizia nazionale ha comunicato il fermo di un presunto responsabile e, secondo le informazioni diffuse dalle autorità, durante l’operazione sarebbe stata sequestrata anche un’arma da fuoco. Successivamente, gli investigatori hanno effettuato ulteriori accertamenti e sarebbero state disposte altre detenzioni nell’ambito dell’inchiesta. Il movente dell’omicidio non è ancora stato definitivamente stabilito.
Aponte Polo non era soltanto una candidata. Era conosciuta anche per la sua attività giornalistica e per le denunce pubbliche relative a presunti episodi di corruzione. Attraverso il suo programma di informazione aveva portato all’attenzione dell’opinione pubblica diverse accuse e questioni riguardanti la gestione delle istituzioni locali.
Nei giorni precedenti all’assassinio, la giornalista aveva inoltre riferito pubblicamente di aver ricevuto minacce. Secondo quanto riportato dalla stampa peruviana, aveva parlato di telefonate provenienti da istituti penitenziari e aveva manifestato timori per la propria sicurezza. Le autorità dovranno ora verificare se tali minacce siano collegate all’attacco e se esista un rapporto tra la sua attività giornalistica, la candidatura politica e il delitto.
L’omicidio riaccende l’attenzione sulla sicurezza dei giornalisti e dei candidati in Perù, in una fase caratterizzata dalla campagna per le elezioni regionali e municipali. Il caso ha suscitato reazioni nel Paese e richieste di un rapido chiarimento delle responsabilità.
Le indagini proseguono per stabilire non solo chi abbia materialmente compiuto l’attacco, ma anche l’eventuale presenza di mandanti e le ragioni che hanno portato all’assassinio. La procura e la Polizia sono chiamate a ricostruire ogni fase dell’agguato e a verificare tutti gli elementi emersi durante le prime ore dell’inchiesta.
Il caso di Susy Aponte Polo arriva così a rappresentare una delle vicende più gravi della campagna elettorale in corso in Perù, con una giornalista impegnata contemporaneamente nell’attività di informazione e nella competizione per un incarico politico regionale.
Il suo programma e le denunce pubbliche che aveva diffuso sono ora al centro dell’attenzione degli investigatori, mentre il Paese attende che l’inchiesta chiarisca pienamente circostanze e responsabilità dell’omicidio.
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