SOS Humanity, il bilancio del 2025: oltre mille vite salvate nel Mediterraneo
Pubblicato il Rapporto sulla trasparenza dell’organizzazione: sette missioni di soccorso, nuove sfide economiche e il potenziamento della flotta con la nave Humanity 2

Berlino – L’organizzazione civile di ricerca e soccorso SOS Humanity ha pubblicato il suo Rapporto sulla trasparenza 2025, un documento che racconta le attività svolte nell’ultimo anno, i risultati raggiunti e le principali difficoltà affrontate dall’organizzazione impegnata nel Mediterraneo.
Il rapporto, disponibile in versione tedesca e inglese, raccoglie dati, testimonianze, immagini e informazioni sulla situazione finanziaria dell’associazione, sostenuta principalmente dalle donazioni della società civile.
Nel corso del 2025, SOS Humanity ha realizzato sette missioni di soccorso, riuscendo a salvare 1.156 persone in difficoltà in mare, raccogliendo le loro storie di fuga, violenza e speranza attraverso il progetto “Borders of (In)humanity”.
La direttrice generale di SOS Humanity, Nina Geisler, ha sottolineato le difficoltà economiche affrontate dall’organizzazione, ricordando la cancellazione dei finanziamenti pubblici tedeschi alle operazioni civili di ricerca e soccorso. “Salvare vite umane non può perdere il suo valore – ha dichiarato –. Grazie alla società civile e ai nostri sostenitori siamo riusciti comunque a completare tutte le missioni previste con la nave Humanity 1”.
Un momento importante dell’anno è stato anche il decimo anniversario dell’organizzazione, celebrato con nuovi dati sulle attività di soccorso e con eventi pubblici a Berlino.
Nel 2026 SOS Humanity ha inoltre ampliato la propria capacità operativa con l’arrivo della nuova nave a vela Humanity 2, destinata a rafforzare gli interventi nel Mediterraneo centrale.
L’organizzazione, fondata a Berlino nel 2015, opera attraverso le navi Humanity 1 e Humanity 2. Dal 2016, secondo i dati diffusi da SOS Humanity, sono state salvate oltre 39.500 persone, tra bambini, donne e uomini, dal rischio di annegamento nel Mediterraneo centrale.
La missione dichiarata dell’organizzazione è difendere i diritti umani in mare e chiedere un cambiamento nelle politiche europee sulla gestione delle migrazioni, attraverso attività di soccorso, testimonianza e sensibilizzazione.
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