MADE IN ITALY: URSO, “ITALIA CRESCE, INNOVA ED ESPORTA. SALE AL 17° POSTO PER ATTRATTIVITÀ”
«L’Italia resta così stabilmente nella fascia alta dell’attrattività internazionale e continua a fare meglio di altri importanti Paesi dell’Unione europea che invece perdono posizioni», ha aggiunto.

CERNOBBIO – «L’Italia, negli anni del Governo Meloni, ha assicurato stabilità e ha scalato posizioni nell’indice di attrattività». Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo al Forum The European House – Ambrosetti, in corso a Cernobbio, nel panel “Made in Italy: Competitiveness, Innovation and Strategic Autonomy”.
Urso ha richiamato i dati del Global Attractiveness Index 2026, secondo cui l’Italia si colloca al 17° posto, migliorando di cinque posizioni rispetto al 2022, quando era al 22°. «Abbiamo recuperato cinque posizioni, con un incremento cumulato dello score di 7,3 punti. Anche nell’ultimo anno il punteggio è migliorato, passando da 60,8 a 62,1 punti», ha sottolineato il ministro.
«L’Italia resta così stabilmente nella fascia alta dell’attrattività internazionale e continua a fare meglio di altri importanti Paesi dell’Unione europea che invece perdono posizioni», ha aggiunto.
Tra i punti di forza del Paese, Urso ha indicato soprattutto l’innovazione. «È il nostro principale punto di forza: in questo ambito l’Italia raggiunge l’8° posto nell’indice». Un risultato, ha spiegato, sostenuto anche dalle politiche del Governo, dal PNRR e dal Piano Transizione 5.0, «per accompagnare la trasformazione digitale e green delle imprese e rafforzare la competitività del sistema produttivo».
Sul Piano Transizione 5.0, il ministro ha evidenziato che «hanno già aderito 16.500 imprese, con progetti per un ammontare complessivo di 5,4 miliardi di euro presentati in pochi mesi, nonostante la pausa agostana».
«Sulla scia dei dati positivi di Transizione 5.0, accelereremo ulteriormente sull’innovazione», ha annunciato Urso. «Stiamo lavorando anche sulla robotica avanzata e nell’uso degli umanoidi: in questo campo non siamo secondi a nessuno in Europa». L’obiettivo, ha precisato, resta quello di mantenere «la persona al centro: non per sostituire il lavoro, ma per liberare le persone dalla fatica del lavoro».
Urso ha quindi richiamato i dati sulla crescita economica. «Dopo i primi due trimestri del 2026, la crescita acquisita per l’intero anno si attesta allo 0,8%, un dato largamente superiore alle previsioni formulate da diverse istituzioni internazionali, ancora ferme allo 0,5% per l’Italia».
«Nel secondo trimestre, inoltre, il PIL italiano è cresciuto dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, collocando l’Italia al terzo posto nel G7, dopo Stati Uniti e Regno Unito», ha aggiunto.
Il ministro ha sottolineato anche la performance dell’export. «Siamo il quarto esportatore globale e nel 2025 le nostre esportazioni sono cresciute del 3,3%, raggiungendo il valore record di 643 miliardi di euro». Le esportazioni verso gli Stati Uniti, ha ricordato, «sono aumentate del 7%, nonostante i dazi». Secondo Urso, si tratta di «un risultato che conferma la solidità del Made in Italy e la grande diversificazione geografica del nostro export».
Sul fronte dell’inflazione, il ministro ha ricordato che «quando siamo arrivati al Governo, nell’ottobre 2022, l’inflazione era al 12,6%». «L’abbiamo riportata sotto la media Ue, anche grazie a misure efficaci come il Trimestre Antinflazione e il Decreto Trasparenza», ha affermato. «In questi mesi, gli effetti della guerra in Medio Oriente hanno determinato una nuova risalita, fino al 3,2%, un valore comunque in linea con quello registrato nell’Unione europea».
«Sono dati che raccontano un’Italia diversa da quella che troppo spesso viene descritta: un’Italia che non arretra, ma cresce. Un’Italia che innova, esporta, crea lavoro e rafforza la propria posizione internazionale», ha concluso Urso.

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