Riciclo tessile, la moda cerca soluzioni concrete per la circolarità
MILANO – A un anno dall’introduzione delle nuove regole europee sui rifiuti tessili, il settore della moda sta modificando il proprio approccio alla gestione degli scarti.…

MILANO – A un anno dall’introduzione delle nuove regole europee sui rifiuti tessili, il settore della moda sta modificando il proprio approccio alla gestione degli scarti. Responsabilità estesa del produttore, raccolta separata, nuove regole sugli invenduti e tracciabilità dei prodotti stanno spingendo i brand a cercare soluzioni capaci di coniugare sostenibilità, efficienza e competitività.
Tra le principali esigenze delle aziende emergono la necessità di rispettare la normativa senza rallentare i processi produttivi, rendere il riciclo applicabile su scala industriale e garantire la tracciabilità dei materiali. Secondo Pulvera, startup italiana specializzata nel recupero degli scarti tessili, il riciclo viene sempre più considerato non soltanto come una questione ambientale, ma anche come un possibile elemento di innovazione e posizionamento per i marchi.
Un altro tema riguarda l'impatto economico: le aziende valutano modelli in grado di ridurre i costi di smaltimento e trasformare gli scarti in materiali destinati a nuovi utilizzi. Tra le possibili applicazioni vengono indicate carta, materiali compositi, design, filler e rivestimenti.
Per Eleonora Casati, co-founder di Pulvera, il settore sta passando dalla semplice gestione del rifiuto alla valorizzazione della materia. Una trasformazione che porta il riciclo tessile al centro delle strategie industriali, con l'obiettivo di integrare sostenibilità, innovazione e sviluppo della filiera.

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