SERBIA: TERREMOTO ELETTORALE, LA LISTA DEGLI STUDENTI VERSO LA MAGGIORANZA. VUCIC AMMETTE LA SCONFITTA: “ABBIAMO PERSO”
Pur riconoscendo la sconfitta, il leader serbo ha assicurato che il suo schieramento continuerà a svolgere un ruolo politico attivo.

BELGRADO – Una svolta politica si profila in Serbia, dove la Lista degli Studenti si è affermata come prima forza nelle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre, mettendo in discussione il predominio politico di Aleksandar Vučić. Secondo le proiezioni preliminari diffuse da Ipsos e dal Centro per le elezioni libere e la democrazia (CeSID), basate sul 56% del campione scrutinato, la lista studentesca avrebbe ottenuto il 52% dei voti, contro il 39,3% della lista “Aleksandar Vučić – Serbia Unita”. La formazione guidata da Ivica Dačić si attesterebbe al 2,3%.
Le proiezioni attribuiscono alla Lista degli Studenti circa 139 seggi sui 250 dell’Assemblea nazionale, contro i 104 assegnati alla lista di Vučić. Se confermato dallo scrutinio ufficiale, il risultato garantirebbe al movimento studentesco una maggioranza parlamentare autonoma, aprendo una nuova fase nella politica serba. I dati restano preliminari e dovranno essere verificati attraverso il conteggio ufficiale dei voti.
VUCIC RICONOSCE LA SCONFITTA
Il leader serbo ha riconosciuto pubblicamente il risultato sfavorevole durante un intervento nella sede del Partito progressista serbo (SNS), a Belgrado. “Non abbiamo ancora i risultati definitivi, ma sulla base del campione stratificato è chiaro che abbiamo perso queste elezioni”, ha dichiarato, ammettendo che la Lista degli Studenti avrebbe conquistato la maggioranza dei seggi.
Vučić ha stimato per la formazione rivale tra 135 e 140 deputati, mentre alla propria lista ne ha attribuiti circa 105. Ha inoltre indicato il possibile ingresso in Parlamento di rappresentanti delle minoranze, tra cui l’Alleanza degli Ungheresi della Voivodina.
Pur riconoscendo la sconfitta, il leader serbo ha assicurato che il suo schieramento continuerà a svolgere un ruolo politico attivo. “La nostra struttura è solida, siamo uniti e abbiamo imparato a stare all’opposizione”, ha affermato, aggiungendo di essere orgoglioso del lavoro svolto dal suo partito. Vučić ha inoltre contestato alcune ricostruzioni circolate durante la campagna elettorale e ha attribuito il risultato a dinamiche politiche più ampie, senza fornire elementi indipendenti a sostegno delle sue accuse.
IL VOTO DEL CAMBIAMENTO E LA SPINTA DEI GIOVANI
Il risultato rappresenta un passaggio significativo per il movimento nato dalle proteste studentesche e trasformatosi progressivamente in una sfida elettorale al sistema politico dominante. La mobilitazione ha preso forza dopo il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, nel novembre 2024, tragedia costata la vita a 16 persone e diventata il simbolo delle richieste di responsabilità, trasparenza e contrasto alla corruzione.
Da allora, le manifestazioni guidate dagli studenti hanno coinvolto ampi settori della società serba, alimentando il malcontento verso le istituzioni e chiedendo verifiche sulle responsabilità relative alla tragedia, maggiore controllo sull'operato del potere pubblico e un rinnovamento della vita politica.
La Lista degli Studenti ha intercettato questa domanda di cambiamento, portando nelle urne un movimento nato fuori dai tradizionali equilibri partitici. Il dato elettorale, se confermato, mostrerebbe come la protesta sia riuscita a superare la dimensione della piazza per tradursi in un consenso politico potenzialmente maggioritario.
La richiesta di rinnovamento non riguarda soltanto il ricambio generazionale. Al centro della mobilitazione vi sono anche la qualità delle istituzioni, la responsabilità dei rappresentanti pubblici e la fiducia dei cittadini nella gestione della cosa pubblica. La sfida per il movimento studentesco sarà ora trasformare il consenso raccolto in un programma di governo credibile e in risultati concreti.
AFFLUENZA E NUOVI EQUILIBRI PARLAMENTARI
Un altro elemento rilevante è la partecipazione elettorale. Secondo le stime di Ipsos e CeSID, l'affluenza alle 19 aveva raggiunto il 67,6%, un livello elevato rispetto alle precedenti consultazioni parlamentari. La partecipazione ha accompagnato una competizione che ha assunto il significato di un confronto sul futuro politico del Paese.
Le proiezioni indicano inoltre che, oltre alle due principali liste, potrebbero entrare in Parlamento rappresentanti di formazioni delle minoranze nazionali. La distribuzione definitiva dei seggi dipenderà tuttavia dai risultati ufficiali e dall'assegnazione dei mandati.
Per Vučić e il suo schieramento, il voto segna una battuta d'arresto di grande portata dopo anni di predominio politico. Per la Lista degli Studenti si apre invece una fase decisiva: passare dalla mobilitazione e dalla denuncia delle criticità alla responsabilità istituzionale, mantenendo unito un fronte che ha trovato nella richiesta di cambiamento il principale elemento di coesione.
La consultazione del 25 ottobre potrebbe così segnare l'inizio di una nuova stagione per la Serbia. La portata effettiva della svolta dipenderà ora dalla conferma dei risultati, dalla formazione della nuova maggioranza e dalla capacità dei vincitori di rispondere alle aspettative di una società che ha chiesto, con il voto, un cambiamento politico e istituzionale.

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