FRANCIA: MARINE LE PEN AL CENTRO DELLA STRATEGIA DEL RN PER LE PRESIDENZIALI 2027, TRA EQUILIBRI INTERNI E POLEMICHE
La strategia prevede una divisione dei ruoli: Marine Le Pen è chiamata a guidare la candidatura alla presidenza della Repubblica, mentre Jordan Bardella continua a essere indicato come possibile primo ministro in caso di vittoria elettorale.

PARIGI – Marine Le Pen è al centro della strategia del Rassemblement national (RN) in vista delle elezioni presidenziali del 2027. Il congresso del partito, organizzato il 24 e 25 ottobre a Orléans, segna l’avvio della nuova fase della campagna elettorale, in un contesto caratterizzato da ambizioni politiche, polemiche e tensioni legate agli equilibri interni del movimento.
La stampa francese dedica particolare attenzione al tandem formato da Marine Le Pen, candidata del RN all’Eliseo, e Jordan Bardella, presidente del partito. Secondo Le Monde, Bardella è stato rieletto alla guida della formazione politica il 24 ottobre, senza concorrenti, con il 98,98% dei voti. Un risultato che conferma il suo ruolo centrale nell’organizzazione del partito, ma che non ridimensiona il peso politico di Marine Le Pen negli equilibri della formazione.
LE MONDE: IL BINOMIO LE PEN-BARDELLA SOTTO PRESSIONE
In un articolo del 23 ottobre, Le Monde analizza la scelta del RN di riportare la sicurezza al centro del dibattito politico, dopo gli episodi di violenza verificatisi a margine delle manifestazioni del 17 ottobre. Secondo il quotidiano, gli avvenimenti hanno offerto al partito l’occasione per rilanciare uno dei temi tradizionalmente centrali della sua comunicazione: il ripristino dell’ordine pubblico.
La nuova fase della campagna si apre tuttavia dopo settimane difficili per il tandem Le Pen-Bardella, segnate da divergenze e dalle polemiche relative a vecchi messaggi antisemiti attribuiti a Jordan Bardella e pubblicati da Mediapart. Bardella contesta di esserne l’autore. Marine Le Pen gli ha confermato pubblicamente la propria fiducia, assumendo una posizione che potrebbe avere conseguenze anche sulla sua campagna presidenziale.
In un precedente articolo del 4 ottobre, Le Monde aveva già evidenziato i possibili rischi politici per Marine Le Pen legati al sostegno senza riserve al presidente del RN. Il quotidiano si interrogava sulle ripercussioni della vicenda sulla strategia di normalizzazione dell’immagine del partito.
IL RN PUNTA A SUPERARE LE POLEMICHE
Il congresso di Orléans rappresenta anche un’occasione per mostrare l’unità interna del movimento. Secondo Le Monde, il RN intende riportare l’attenzione sul proprio programma e sulla capacità di presentarsi come alternativa di governo.
La strategia prevede una divisione dei ruoli: Marine Le Pen è chiamata a guidare la candidatura alla presidenza della Repubblica, mentre Jordan Bardella continua a essere indicato come possibile primo ministro in caso di vittoria elettorale.
L’obiettivo è consolidare il consenso già acquisito e ampliare il bacino elettorale oltre la tradizionale base del partito. Restano, tuttavia, le difficoltà legate alle recenti controversie e le questioni relative agli equilibri interni del movimento.
EUROPA E POLITICA ESTERA NELLA CAMPAGNA PRESIDENZIALE
Le posizioni di Marine Le Pen riguardano anche la politica internazionale. La leader del RN ha sostenuto una riduzione degli aiuti francesi all’Ucraina e criticato il calendario dei negoziati sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea. Posizioni riportate da Le Monde a metà ottobre, che confermano il peso delle questioni europee e internazionali nella sua strategia politica.
A meno di sette mesi dalle presidenziali, il Rassemblement national punta dunque a orientare il dibattito sui temi della sicurezza, dell’immigrazione e della sovranità nazionale. Il congresso di Orléans ha evidenziato, al tempo stesso, le sfide interne di una campagna nella quale il futuro politico di Marine Le Pen resta strettamente legato a quello di Jordan Bardella.
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