SPAGNA, NUOVA TRAGEDIA FERROVIARIA: ALMENO 68 MORTI E 107 RICOVERATI. È IL SECONDO GRAVE INCIDENTE IN MENO DI UN ANNO
Al centro dell’inchiesta c’è il possibile malfunzionamento del sistema di controllo della circolazione ferroviaria.

TOLEDO – Sale ad almeno 68 morti il bilancio del drammatico scontro tra due treni ad alta velocità avvenuto nei pressi di Urda, nella provincia di Toledo, lungo la linea ferroviaria Madrid-Siviglia. Secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità regionali, 107 persone sono ricoverate negli ospedali della Castiglia-La Mancia, 18 delle quali in condizioni critiche. Il bilancio resta provvisorio e potrebbe aggravarsi.
L’incidente ha coinvolto un treno AVE della compagnia pubblica Renfe e un convoglio Iryo. Secondo le prime ricostruzioni, l’AVE avrebbe investito il treno Iryo, fermo sui binari. L’impatto ha provocato il deragliamento di diverse carrozze: alcuni vagoni sono precipitati lungo una scarpata, rendendo particolarmente difficili le operazioni di soccorso e di recupero delle vittime.
IL SECONDO DISASTRO FERROVIARIO IN MENO DI UN ANNO
La tragedia riporta al centro dell’attenzione la sicurezza dell’alta velocità spagnola. Il 18 gennaio scorso, ad Adamuz, nella provincia di Cordova, un altro grave incidente ferroviario aveva provocato 46 morti e 123 feriti. Anche in quel caso erano rimasti coinvolti convogli in servizio sulla rete ad alta velocità.
Due disastri di questa portata nel giro di pochi mesi hanno aperto interrogativi sulla sicurezza della rete, sull’affidabilità dei sistemi di protezione e sulle procedure di gestione del traffico ferroviario. Il confronto tra i due incidenti dovrà tuttavia basarsi sugli esiti delle rispettive indagini, senza dare per scontato che le cause siano identiche.
Il presidente del governo, Pedro Sánchez, ha definito «inaccettabile» che la Spagna abbia registrato due incidenti così gravi nell’alta velocità in meno di un anno, assicurando che le responsabilità saranno accertate.
IL GUASTO AL SISTEMA DI SICUREZZA E L’ORDINE DI RIPARTIRE
Al centro dell’inchiesta c’è il possibile malfunzionamento del sistema di controllo della circolazione ferroviaria. Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha riferito che un guasto avrebbe interessato il sistema di sicurezza LZB, provocando l’arresto dei treni presenti sulla linea.
Secondo la ricostruzione illustrata dal ministro, il centro di controllo di Adif, situato nella stazione di Atocha a Madrid, avrebbe successivamente autorizzato la ripresa della marcia del treno Renfe, nonostante la situazione di sicurezza non fosse stata completamente chiarita. Puente ha definito «inspiegabile» questa decisione.
Le comunicazioni tra i macchinisti e la centrale operativa, insieme ai dati tecnici e ai sistemi di segnalamento, sono ora oggetto di accertamenti. L’ipotesi di un errore umano è al vaglio degli investigatori, ma non costituisce ancora una conclusione definitiva.
Il governo ha promesso un’indagine approfondita. Sánchez ha dichiarato che eventuali negligenze saranno accertate e che, qualora emergessero responsabilità, si procederà con fermezza.
FEIJÓO: «LA SPAGNA HA DIRITTO DI CONOSCERE LO STATO DELLE INFRASTRUTTURE»
La tragedia ha riacceso il confronto politico sulla sicurezza ferroviaria. Il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, ha chiesto chiarezza sulle condizioni della rete ferroviaria, sostenendo che i cittadini hanno il diritto di conoscere lo stato delle infrastrutture del Paese.
Feijóo ha sollecitato un’indagine approfondita, mentre Sánchez ha assicurato che il governo farà tutto il necessario per chiarire quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità.
SOCCORSI, ASSISTENZA E DISAGI SULLA RETE
Le squadre di emergenza hanno lavorato tra le carrozze danneggiate, mentre le autorità hanno predisposto assistenza sanitaria e supporto per i familiari delle vittime. Renfe ha attivato il proprio piano di assistenza alle persone coinvolte e ai loro parenti, mettendo a disposizione il numero telefonico 900 10 10 20.
La circolazione ferroviaria ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia è stata interrotta. La Farnesina, attraverso la rete diplomatica italiana in Spagna, sta verificando l’eventuale coinvolgimento di cittadini italiani e fornendo assistenza. Le informazioni relative a eventuali connazionali dispersi devono essere confermate dalle autorità competenti.
UN BILANCIO CHE IMPONE RISPOSTE
Con almeno 68 vittime e decine di persone in condizioni critiche, il disastro di Urda rappresenta una delle più gravi tragedie ferroviarie recenti in Spagna. Il ripetersi di incidenti mortali sull’alta velocità nello stesso anno impone di chiarire non soltanto la dinamica dello scontro, ma anche il funzionamento dei sistemi di sicurezza, le procedure adottate in caso di guasto e le eventuali carenze nella gestione del traffico.
La priorità resta l’assistenza ai feriti e alle famiglie, ma sarà fondamentale accertare con rigore le cause dell’incidente. Soltanto un’indagine completa potrà stabilire se vi siano state responsabilità individuali, errori operativi o problemi sistemici e quali interventi siano necessari per evitare che una tragedia simile si ripeta.
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