Amatrice, dieci anni dopo il terremoto: una ferita ancora aperta nel cuore dell’Italia
Meloni alla commemorazione delle vittime. Castelli: “Oltre 4,3 miliardi di euro destinati alla ricostruzione, ma il cammino resta ancora lungo”

ROMA- Sono passati dieci anni da quella notte del 24 agosto 2016, quando un violento terremoto colpì il Centro Italia, devastando Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e numerosi comuni tra Lazio, Marche e Abruzzo. Una ferita profonda che, a distanza di un decennio, resta ancora aperta nella memoria delle comunità colpite.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà presente alle celebrazioni per ricordare le 299 vittime del sisma e rendere omaggio a chi, in questi anni, ha continuato a lavorare per la rinascita dei territori.
Dieci anni dopo, il bilancio della ricostruzione racconta progressi importanti, ma anche difficoltà e ritardi. Il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli ha ricordato che finora sono stati stanziati 4,3 miliardi di euro per la ricostruzione post terremoto, con migliaia di interventi avviati tra abitazioni private, edifici pubblici e infrastrutture.
“Ricostruire non significa soltanto rifare case e strade – ha sottolineato Castelli – ma restituire futuro a comunità che rischiavano di perdere la propria identità”. Il terremoto di Amatrice non ha cancellato solo edifici: ha cambiato il volto di interi paesi, costringendo molti cittadini ad abbandonare temporaneamente o definitivamente i luoghi d’origine. La sfida più grande rimane infatti quella della ricostruzione sociale ed economica, per riportare giovani, attività produttive e servizi essenziali.
La ricorrenza dei dieci anni diventa quindi un momento di memoria, ma anche di riflessione sulle politiche di prevenzione e sulla capacità dello Stato di intervenire rapidamente davanti alle emergenze.
Amatrice oggi guarda avanti, tra cantieri aperti e nuove speranze, ma il ricordo di quella notte resta vivo. Una tragedia che ha segnato l’Italia intera e che continua a chiedere risposte concrete: perché la ricostruzione non è soltanto una questione di mattoni, ma soprattutto di persone e futuro.
Altro da Speciale Dossier
Speciale DossierLampedusa, la marineria lancia l’allarme: “Non possiamo continuare a pescare relitti invece di pesci”
Martello: “Siamo stanchi di chiedere aiuto. La filiera della pesca rischia di morire”. Cristaldi: “Pulizia dei fondali e rimozione dei relitti sono indispensabili per tutta la pesca siciliana”
Speciale Dossier
