Charlie Gnocchi, l’arte di non prendersi troppo sul serio
Dalla radio alla televisione, dalle piazze alla pittura: il fratello di Gene ha costruito una carriera tutta sua, trasformando l’ironia in un modo di raccontare il mondo.

ROMA-Ci sono personaggi televisivi che entrano in scena con una battuta preparata. E poi ci sono quelli che sembrano avere una battuta pronta anche quando non dovrebbero. Charlie Gnocchi appartiene decisamente alla seconda categoria.
Il suo vero talento, forse, è proprio questo: riuscire a trasformare la normalità in qualcosa di curioso. Una conversazione, una notizia, un incontro, persino una situazione imbarazzante possono diventare materiale per una storia.
Conduttore radiofonico, volto televisivo, autore, musicista e pittore, Charlie Gnocchi ha attraversato diversi mondi dello spettacolo senza lasciarsi chiudere in una sola definizione. La sua carriera radiofonica è iniziata negli anni Novanta e lo ha portato anche a RTL 102.5, dove ancora oggi conduce “W l’Italia – No Problem”, affiancato da Carlo Elli e Carolina Rey nel fine settimana.
Ma Charlie non è soltanto una voce radiofonica. Per anni è stato anche inviato di Striscia la notizia, dove con il personaggio di “Mister Neuro” ha trasformato sprechi e paradossi della politica e della pubblica amministrazione in materia per la satira.
E qui sta una delle caratteristiche più interessanti del suo stile: non cerca necessariamente la battuta perfetta, cerca il lato assurdo della realtà.
È una differenza importante. Perché la comicità di Charlie Gnocchi nasce spesso dall'osservazione, dalla capacità di prendere una situazione apparentemente seria e guardarla da un'angolazione diversa.
Anche la televisione è stata per lui un territorio naturale. Ha partecipato a diversi programmi, fino all'esperienza del Grande Fratello Vip, dove ha scelto ancora una volta la strada dell'autoironia. Mediaset lo presentò allora come un personaggio capace di scherzare prima di tutto su se stesso.
E forse proprio qui si trova la chiave del personaggio.
Charlie Gnocchi non sembra avere una grande paura di fare una figuraccia.
In un mondo dello spettacolo nel quale tutti cercano di apparire perfetti, lui ha fatto della normalità, dell'improvvisazione e persino dell'imperfezione una forma di comunicazione.
Non sorprende quindi che abbia continuato a muoversi anche fuori dalla radio e dalla televisione. Scrive, dipinge, ama la musica e l'arte e porta spesso i suoi racconti direttamente al pubblico. Recentemente, alla Versiliana, ha raccontato la propria esperienza con uno spettacolo dedicato proprio al viaggio “dalla radio alla tv alle piazze”, tra ricordi, musica e aneddoti.
C'è poi il rapporto con il fratello Gene Gnocchi, inevitabile quando si parla di Charlie. Due fratelli, due percorsi, due personalità comiche differenti. Charlie ha però costruito progressivamente una propria identità, senza vivere soltanto all'ombra del fratello più famoso.
Oggi, arrivato a una nuova stagione della sua vita professionale, continua a dimostrare che nello spettacolo non è sempre necessario inventarsi un personaggio: a volte basta avere il coraggio di essere se stessi, possibilmente con una buona dose di ironia.
Ed è forse questo il segreto di Charlie Gnocchi: non pretende di avere sempre l'ultima parola.
Preferisce avere l'ultima risata.
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