Gas, l’Europa guarda con preoccupazione all’inverno: prezzi vicini ai 70 euro
Il costo del gas europeo cresce per i timori sulla sicurezza degli approvvigionamenti. Governi e aziende preparano nuove strategie per evitare una nuova crisi energetica

ROMA- Il mercato europeo del gas torna sotto pressione. Il prezzo del gas naturale sul principale mercato europeo, il TTF di Amsterdam, ha raggiunto livelli vicini ai 69 euro per megawattora, alimentando le preoccupazioni in vista della stagione invernale.
A spingere i prezzi sono diversi fattori: le tensioni geopolitiche internazionali, la competizione globale per il gas naturale liquefatto (GNL) e la necessità dei Paesi europei di completare le riserve in vista dei mesi più freddi. La domanda asiatica di GNL sta aumentando la concorrenza per le forniture disponibili, rendendo più difficile per l’Europa acquistare gas a prezzi contenuti.
Le riserve europee risultano inferiori rispetto agli anni precedenti: secondo gli ultimi dati disponibili, gli stoccaggi dell’Unione Europea sono intorno al 62% della capacità, una situazione che Bruxelles considera comunque sotto controllo ma che richiede attenzione.
La grande domanda ora è: come affronterà l’Europa il prossimo inverno?
I governi puntano su una maggiore diversificazione delle fonti, più importazioni di GNL, accordi con nuovi fornitori e un’accelerazione sulle energie rinnovabili.
Tuttavia, un inverno particolarmente rigido potrebbe aumentare rapidamente la domanda e provocare nuovi rialzi dei prezzi, con possibili conseguenze sulle bollette delle famiglie e sui costi delle imprese.
Dopo la crisi energetica del 2022, l’Europa ha ridotto la dipendenza dal gas russo, ma il mercato resta fragile e molto sensibile agli eventi internazionali. La sfida dei prossimi mesi sarà garantire energia sufficiente mantenendo prezzi sostenibili per cittadini e industria.
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