UE-GOLFO, IL 24 OTTOBRE IN ARABIA SAUDITA IL SECONDO VERTICE: “È IL MOMENTO DI APPROFONDIRE LA PARTNERSHIP STRATEGICA”
A Riyadh i leader dell’Unione europea e dei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo. Costa: “Il nostro passato, presente e futuro sono interconnessi”. Sul tavolo commercio, investimenti, energia, sicurezza e stabilità regionale

ROMA – Sarà l’Arabia Saudita a ospitare, il prossimo 24 ottobre 2026, il secondo vertice tra l’Unione europea e i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC). Al centro dell’incontro ci sarà il rafforzamento della partnership strategica tra Europa e Golfo, in una fase caratterizzata da profondi cambiamenti geopolitici e da una crescente interdipendenza economica, energetica e di sicurezza.
Al vertice parteciperanno i leader dei Paesi dell’Unione europea e dei sei Stati membri del GCC: Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar. Per l’Unione europea il vertice sarà co-presieduto dal presidente del Consiglio europeo António Costa e vedrà la partecipazione della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
“Il nostro passato, presente e futuro sono interconnessi. È arrivato il momento di approfondire la partnership tra l’Ue e il Consiglio di cooperazione del Golfo”, ha dichiarato Costa, indicando nella relazione con i Paesi del Golfo uno degli assi strategici della politica europea nei confronti del Medio Oriente.
UNA RELAZIONE CHE VA OLTRE L'ENERGIA
Il vertice arriva in un momento nel quale i rapporti tra Europa e Golfo assumono un'importanza crescente. L'obiettivo non è infatti limitarsi alla tradizionale cooperazione energetica, ma costruire una relazione più ampia, capace di comprendere commercio, investimenti, tecnologia, transizione energetica, sicurezza, ricerca, ambiente e cooperazione politica.
Le relazioni istituzionali tra Ue e GCC sono sostenute da un accordo di cooperazione che risale al 1989 e che ha creato una struttura di dialogo regolare tra le due aree. Negli ultimi anni, questo rapporto si è progressivamente trasformato in una partnership di carattere strategico.
Il primo vertice Ue-GCC si è svolto a Bruxelles il 16 ottobre 2024. In quell'occasione Europa e Paesi del Golfo avevano concordato di proseguire il dialogo attraverso vertici periodici, con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione su pace, prosperità, sicurezza e sviluppo.
UN INTERSCAMBIO COMMERCIALE DA 165,6 MILIARDI
La dimensione economica rende evidente il peso della relazione.
Nel 2025 il valore complessivo degli scambi commerciali tra Ue e Paesi del GCC ha raggiunto 165,6 miliardi di euro, con quasi 110 miliardi di esportazioni europee verso il Golfo e 55,6 miliardi di importazioni. L'Unione europea rappresenta attualmente il secondo maggiore partner commerciale del GCC.
Negli ultimi dieci anni il commercio tra le due aree è cresciuto di quasi il 30%. Le importazioni europee dal Golfo sono aumentate di circa il 54%, mentre le esportazioni dell'Ue verso i Paesi del GCC sono cresciute di quasi il 20%.
Una componente fondamentale resta quella energetica: i combustibili rappresentano oltre il 75% delle importazioni europee dai Paesi del Golfo. Ma il rapporto economico si sta progressivamente diversificando, soprattutto nei servizi, negli investimenti e nei settori legati alla trasformazione digitale e alla transizione energetica.
INVESTIMENTI, UN ALTRO PILASTRO DELLA PARTNERSHIP
Anche sul fronte degli investimenti la relazione è significativa.
Nel 2024 lo stock degli investimenti diretti europei nei Paesi del GCC ha raggiunto 163,1 miliardi di euro, mentre gli investimenti dei Paesi del Golfo nell'Unione europea hanno raggiunto 189,8 miliardi di euro.
Un dato che evidenzia come il rapporto tra Europa e Golfo non sia più riconducibile esclusivamente alla questione petrolifera. I capitali provenienti dai Paesi del Golfo sono sempre più presenti nei mercati europei, mentre le imprese europee guardano alle economie del Golfo come piattaforme strategiche per investimenti, infrastrutture, energia e nuovi settori tecnologici.
Anche il commercio dei servizi ha registrato una crescita significativa: nel 2024 gli scambi di servizi tra Ue e GCC hanno raggiunto 84,4 miliardi di euro, più che raddoppiando rispetto al 2014, con una crescita complessiva del 119%.
SICUREZZA E STABILITÀ DEL MEDIO ORIENTE
Ma la dimensione economica rappresenta soltanto una parte della nuova partnership.
Il Golfo occupa una posizione strategica per la sicurezza internazionale e per gli equilibri del Medio Oriente. La stabilità della regione ha conseguenze dirette anche sull'Europa, attraverso energia, commercio, sicurezza delle rotte marittime e stabilità dei mercati.
Negli ultimi anni Ue e GCC hanno intensificato il dialogo anche su sicurezza marittima, terrorismo, cybersicurezza, non proliferazione, gestione delle emergenze e difesa. Il dialogo regionale sulla sicurezza è diventato uno degli strumenti attraverso i quali le due aree cercano di coordinare le rispettive posizioni sulle principali crisi internazionali.
La necessità di un maggiore coordinamento è diventata ancora più evidente alla luce delle tensioni regionali. Nel marzo 2026 Ue e GCC hanno adottato una dichiarazione congiunta sulla situazione in Medio Oriente, ribadendo l'importanza della partnership strategica e della stabilità regionale.
L'EUROPA GUARDA A UN GOLFO SEMPRE PIÙ CENTRALE
Per l'Europa, il rapporto con il Golfo rappresenta oggi una scelta strategica che va oltre la tradizionale diplomazia economica.
I sei Paesi del GCC contano complessivamente circa 60 milioni di abitanti e la regione dispone di quasi un terzo delle riserve petrolifere mondiali. Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, in particolare, stanno investendo in grandi programmi di trasformazione economica e infrastrutturale, con l'obiettivo di ridurre progressivamente la dipendenza dalle entrate energetiche tradizionali.
Per Bruxelles si apre quindi uno spazio importante per rafforzare la cooperazione nei settori delle energie rinnovabili, della tecnologia, dell'intelligenza artificiale, delle infrastrutture, della finanza e della ricerca.
Allo stesso tempo, i Paesi del Golfo vedono nell'Europa un mercato importante, un partner tecnologico e industriale e un interlocutore politico con una forte presenza internazionale.
IL SIGNIFICATO POLITICO DEL VERTICE
Il secondo vertice di ottobre avrà quindi una valenza che supera i singoli accordi economici.
In una fase nella quale gli equilibri internazionali stanno cambiando rapidamente, Europa e Golfo sembrano avere un interesse comune a costruire una relazione più autonoma, stabile e strutturata.
Per l'Unione europea, rafforzare i rapporti con i Paesi del GCC significa anche aumentare la propria capacità di dialogo con un'area fondamentale per la sicurezza energetica e per la stabilità del Mediterraneo allargato e del Medio Oriente.
Per i Paesi del Golfo, il rapporto con l'Ue offre invece la possibilità di consolidare una rete di partnership internazionali diversificata, attraverso rapporti commerciali, industriali, tecnologici e politici con una delle principali aree economiche del mondo.
La sfida sarà trasformare questa crescente interdipendenza in una partnership concreta e duratura.
IL 24 OTTOBRE LA PROVA DELLA NUOVA PARTNERSHIP
Il vertice in Arabia Saudita rappresenterà dunque un importante banco di prova.
Non sarà soltanto un incontro diplomatico tra leader, ma l'occasione per verificare quanto Europa e Paesi del Golfo siano realmente pronti a trasformare il dialogo strategico in iniziative concrete.
Commercio, investimenti, energia e sicurezza saranno probabilmente tra i principali pilastri del confronto, ma sullo sfondo resterà una questione più ampia: quale ruolo possono svolgere insieme l'Europa e il Golfo nella costruzione dei nuovi equilibri internazionali.
La dichiarazione di António Costa sintetizza la direzione politica scelta da Bruxelles: “Il nostro passato, presente e futuro sono interconnessi”.
Il vertice del 24 ottobre in Arabia Saudita dovrà ora dimostrare se questa interdipendenza può trasformarsi in una partnership strategica più profonda, capace di produrre stabilità, crescita economica e maggiore cooperazione in una regione decisiva per il futuro dell'Europa e del mondo.
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