Tunisia, è crisi dell’acqua: lunghe file per procurarsi le bottiglie
Ondata di caldo, interruzioni dell’acqua e dell’elettricità e difficoltà nella distribuzione stanno mettendo sotto pressione migliaia di famiglie

TUNISIA- La crisi dell’acqua continua a pesare sulla Tunisia. In diverse città e quartieri del Paese, i cittadini sono costretti a fare lunghe file davanti ai punti vendita per riuscire ad acquistare acqua minerale. Le immagini pubblicate dalla stampa tunisina mostrano carrelli pieni di confezioni d’acqua e consumatori in attesa alle casse, mentre gli scaffali vengono rapidamente svuotati.
La situazione è stata aggravata dalle temperature eccezionalmente elevate, che hanno fatto aumentare fortemente la domanda di acqua. Secondo l’Osservatorio tunisino dell’acqua, nel solo mese di luglio sono state registrate 608 segnalazioni relative a problemi nell’approvvigionamento idrico, di cui 549 riguardanti interruzioni non annunciate o perturbazioni nella distribuzione dell’acqua potabile.
A complicare ulteriormente il quadro ci sono le interruzioni di corrente, che hanno inciso sul funzionamento di alcuni impianti di produzione e imbottigliamento, oltre alle difficoltà di approvvigionamento e alla forte pressione sulla rete idrica.
In alcune aree la situazione è diventata particolarmente critica. A Borj Erras, nel governatorato di Mahdia, gli abitanti hanno dovuto affrontare settimane di interruzione dell’acqua potabile. Le autorità hanno successivamente previsto una distribuzione limitata, per circa un’ora e mezza-due ore al giorno, in attesa del ritorno alla normalità.
Di fronte all’emergenza, sono state mobilitate anche unità dell’esercito, della Guardia nazionale e della protezione civile per distribuire acqua potabile con autobotti nelle zone maggiormente colpite dalle interruzioni.
La crisi riguarda anche il mercato dell’acqua imbottigliata. Le autorità tunisine hanno annunciato oltre 550 infrazioni nel settore e il sequestro di più di 470.000 litri di acqua minerale nel mese di agosto, nell’ambito dei controlli contro aumenti illegali dei prezzi e pratiche speculative.
La situazione resta quindi sotto osservazione. Il calo delle temperature potrebbe contribuire a ridurre la pressione sulla domanda, ma le difficoltà hanno messo in evidenza la fragilità delle infrastrutture e della rete di distribuzione dell’acqua in Tunisia.
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