UCRAINA, CROSETTO: «LA LINEA DELL’ITALIA NON PUÒ CAMBIARE». L’ONU ACCUSA MOSCA DI CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ
ROMA – L’Italia conferma il proprio sostegno all’Ucraina, mentre il conflitto tra Mosca e Kiev continua a intensificarsi e nuove accuse internazionali investono la Russia. Il…

ROMA– L’Italia conferma il proprio sostegno all’Ucraina, mentre il conflitto tra Mosca e Kiev continua a intensificarsi e nuove accuse internazionali investono la Russia. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito che la posizione italiana non subirà cambiamenti, richiamando gli impegni assunti in ambito internazionale, europeo e nell’Alleanza Atlantica.
«La linea dell’Italia sull’Ucraina non può cambiare», ha dichiarato Crosetto al termine della riunione dei ministri della Difesa del formato E5, svoltasi a Parigi. Il ministro ha sottolineato che quanto sta accadendo sul territorio ucraino rappresenta una grave minaccia per la sicurezza europea.
«L’aiuto all’Ucraina non è un aiuto a una terza nazione, ma un aiuto al nostro futuro, alla nostra sicurezza», ha affermato, precisando che Roma continuerà a sostenere Kiev «nel limite delle nostre possibilità».
Le dichiarazioni confermano la volontà del governo italiano di mantenere gli impegni assunti nei confronti dell’Ucraina, in un contesto internazionale segnato dall’intensificazione delle operazioni militari, dalle difficoltà della popolazione civile e dalle incertezze sul futuro dei negoziati diplomatici.
L’ONU: ACCUSE DI CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ
Nelle stesse ore, la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sull’Ucraina, istituita nel 2022 dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ha accusato le autorità russe di aver commesso crimini contro l’umanità attraverso gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine e il presunto ricorso alla tratta di esseri umani per rafforzare le proprie forze armate.
Nel rapporto presentato all’Assemblea generale dell’ONU, gli esperti evidenziano un aumento, nel tempo, della frequenza, dell’intensità e dell’estensione geografica degli attacchi russi contro il sistema energetico ucraino. Operazioni che avrebbero provocato danni considerevoli alle infrastrutture essenziali, compromettendo la disponibilità di elettricità, riscaldamento, acqua e gas.
La questione assume particolare rilevanza con l’avvicinarsi dell’inverno. Secondo la Commissione, durante la precedente stagione fredda, quando le temperature sono scese fino a meno 21 gradi, milioni di persone hanno dovuto affrontare prolungate interruzioni dei servizi essenziali.
Il presidente della Commissione, Erik Mose, ha espresso nuove preoccupazioni per l’intensificazione degli attacchi in vista della stagione invernale, sottolineando i rischi per la vita e la salute della popolazione civile.
Le accuse riguardano anche il reclutamento di cittadini stranieri destinati a combattere nelle file russe. Gli investigatori affermano di aver raccolto prove ritenute convincenti del coinvolgimento delle autorità di Mosca in attività di tratta ai danni di persone provenienti da 29 Paesi, tra cui Bangladesh, El Salvador e Sudafrica.
Secondo il rapporto, il reclutamento sarebbe avvenuto attraverso inganni e coercizioni, con il coinvolgimento di intermediari e agenzie operanti in diversi Paesi. Una volta arrivati in Russia, alcuni uomini sarebbero stati privati dei documenti e successivamente inviati al fronte, spesso per missioni particolarmente pericolose. Molti, riferiscono gli esperti, sarebbero stati uccisi o risultano dispersi.
La Commissione aveva già formulato in precedenza accuse di crimini contro l’umanità in relazione agli attacchi con droni contro civili e al trasferimento forzato di persone. Il suo lavoro è svolto da esperti indipendenti e non equivale a una sentenza giudiziaria. Mosca non riconosce la Commissione.
ATTACCHI INCROCIATI E VITTIME CIVILI
Sul terreno, il conflitto continua a coinvolgere obiettivi militari e infrastrutture in entrambi i Paesi. Secondo le informazioni riportate dai media ucraini, nelle ultime ore sono stati segnalati attacchi missilistici diretti verso Kiev e un episodio nei pressi di una stazione della metropolitana nel distretto di Desnianskyi, nella capitale ucraina.
Sul fronte russo, nella città di Voronezh, un drone avrebbe colpito un edificio direzionale, provocando esplosioni e incendi. Le notizie diffuse nella giornata riferiscono di due morti e 17 feriti. Le cifre restano legate ai resoconti disponibili al momento.
La Russia ha inoltre dichiarato di aver colpito nel Mar Nero una nave mercantile diretta al porto di Odessa, sostenendo che trasportasse forniture militari destinate alle forze ucraine. Si tratta di una ricostruzione attribuita a Mosca, da distinguere da eventuali verifiche indipendenti.
Anche questi episodi confermano la persistente estensione geografica delle operazioni militari e il rischio che il conflitto continui a coinvolgere infrastrutture e centri abitati lontani dalla linea del fronte.
NEGOZIATI: KIEV CHIEDE DI ACCELERARE I COLLOQUI
Parallelamente alle operazioni militari, rimane aperto il fronte diplomatico. Secondo fonti ucraine citate dal quotidiano Ukrainska Pravda, Kiev starebbe cercando di anticipare di almeno una settimana i colloqui tra Ucraina, Stati Uniti e Russia previsti ad Abu Dhabi.
Le discussioni sarebbero state inizialmente ipotizzate dopo le elezioni di metà mandato del Congresso statunitense, indicativamente a partire dal 10 novembre. L’Ucraina vorrebbe inoltre che ai negoziati partecipasse un rappresentante dell’Unione europea, con l’obiettivo di assicurare un coinvolgimento diretto delle istituzioni europee nel confronto sul futuro del Paese.
La possibile accelerazione dei colloqui si inserisce in uno scenario nel quale restano aperte questioni decisive: un eventuale cessate il fuoco, le garanzie di sicurezza per Kiev, le condizioni territoriali e il ruolo delle potenze occidentali nella definizione di un accordo.
SICUREZZA EUROPEA AL CENTRO DEL CONFRONTO
Le parole di Crosetto e le nuove accuse della Commissione d’inchiesta dell’ONU delineano due dimensioni della crisi ucraina: da una parte, la continuità del sostegno politico e militare occidentale a Kiev; dall’altra, le conseguenze umanitarie e strategiche di una guerra che continua a mettere sotto pressione le infrastrutture essenziali e la popolazione civile.
Per il governo italiano, il sostegno all’Ucraina viene presentato come parte integrante della sicurezza nazionale ed europea, oltre che come un impegno assunto nell’ambito delle alleanze internazionali. Sul piano diplomatico, tuttavia, la ricerca di una soluzione negoziata resta condizionata dall’andamento delle operazioni militari e dalla capacità delle parti di raggiungere un’intesa sulle garanzie di sicurezza e sulle condizioni per fermare le ostilità.
A oltre quattro anni dall’invasione russa su vasta scala, la prospettiva di una pace duratura rimane incerta. Nel frattempo, la protezione dei civili, la tenuta delle infrastrutture energetiche e il coinvolgimento dell’Europa nei negoziati continuano a rappresentare questioni centrali per il futuro dell’Ucraina e per la stabilità dell’intero continente.
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