TAJANI AL CAIRO, ITALIA ED EGITTO RAFFORZANO IL PARTENARIATO: ACCORDI SU MIGRAZIONE, SICUREZZA ED ECONOMIA
Il ministro degli Esteri incontra Al-Sisi: «Coordinamento sulle principali crisi regionali». Al centro dei colloqui Gaza, Libano, Hormuz e Mar Rosso. Firmata un’intesa per favorire la migrazione regolare e ridurre quella irregolare. Oltre cento imprese italiane al Business Forum

IL CAIRO – Rafforzare il rapporto strategico tra Italia ed Egitto, consolidare il coordinamento sulle principali crisi del Mediterraneo allargato e aprire nuove opportunità per le imprese italiane. È questo il significato della missione al Cairo del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, impegnato oggi in una serie di incontri istituzionali ed economici.
Tajani ha incontrato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi in un colloquio definito lungo e costruttivo. Al centro dell’incontro la situazione regionale e la necessità di rafforzare il coordinamento tra Roma e Il Cairo sui principali dossier di crisi.
«Italia ed Egitto condividono un forte impegno per la pace e una visione comune della sicurezza del Mediterraneo allargato», ha sottolineato Tajani, indicando come aree prioritarie Gaza, Libano, Stretto di Hormuz e Mar Rosso.
Una posizione che conferma il ruolo dell’Egitto come interlocutore fondamentale per l’Italia in una regione attraversata da crisi politiche, conflitti e tensioni che hanno conseguenze dirette anche sulla sicurezza europea.
MIGRAZIONE, UN NUOVO ACCORDO PER PIÙ INGRESSI REGOLARI
Uno dei capitoli più concreti della missione riguarda la migrazione.
Tajani ha annunciato la firma di un accordo con il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione tra i due Paesi e favorire un maggiore numero di ingressi regolari in Italia, attraverso percorsi di formazione e successivo inserimento lavorativo.
L'obiettivo dichiarato è duplice: ridurre la migrazione irregolare e aumentare quella regolare, creando canali legali per lavoratori egiziani formati in funzione delle esigenze delle imprese italiane.
«Vogliamo sempre meno migranti irregolari e invece un crescente numero di migranti regolari che possano essere occupati nelle nostre aziende attraverso una dovuta formazione», ha dichiarato Tajani al suo arrivo al Cairo.
È un'impostazione che lega quindi il tema migratorio alla formazione professionale, al mercato del lavoro e alle esigenze produttive.
IL FRONTE DELLE CRISI REGIONALI
Il rapporto con l'Egitto assume un peso particolare anche sul piano diplomatico.
Il Cairo è uno degli interlocutori centrali nei tentativi di gestione delle crisi mediorientali e il suo ruolo è particolarmente importante per l'Italia in relazione alla guerra di Gaza e alla stabilità dell'intera area.
Durante i colloqui sono stati affrontati i principali dossier regionali, con particolare attenzione anche alla situazione in Libano e Libia, alla crisi del Sudan e alla sicurezza delle rotte marittime strategiche.
Per Roma, la stabilità dell'area mediterranea non è soltanto una questione di politica estera. È direttamente collegata alla sicurezza energetica, ai flussi commerciali, alla navigazione internazionale e alla gestione dei fenomeni migratori.
ECONOMIA ED EXPORT: L’ITALIA PUNTA SULL’EGITTO
Accanto alla diplomazia, la missione di Tajani ha una forte componente economica.
Il ministro ha partecipato al Business Forum Italia-Egitto, appuntamento dedicato alle opportunità di investimento, agli scambi commerciali e alla crescita della presenza delle imprese italiane nel mercato egiziano.
L'iniziativa riunisce oltre cento aziende italiane e circa 600 partecipanti, con un'agenda dedicata alla cooperazione economica e a nuovi progetti di investimento. Sono inoltre previsti numerosi incontri B2B tra imprese dei due Paesi.
Per il governo italiano, l'Egitto rappresenta un mercato strategico nel Mediterraneo e un possibile punto di riferimento per rafforzare la presenza delle aziende italiane nel Nord Africa e nei mercati regionali.
UN PARTENARIATO CHE GUARDA AL FUTURO
La missione di Tajani arriva in un momento particolarmente significativo per gli equilibri internazionali.
L'Egitto sta infatti rafforzando i propri rapporti con diversi grandi attori internazionali, mantenendo contemporaneamente relazioni strategiche con l'Occidente e sviluppando nuovi rapporti economici e politici con altre potenze. Proprio questa posizione rende il Cairo un interlocutore importante per l'Italia.
Roma punta quindi a consolidare una relazione costruita su diplomazia, sicurezza, commercio, energia, formazione e cooperazione.
Il messaggio politico della visita è chiaro: Italia ed Egitto vogliono essere protagonisti della stabilizzazione del Mediterraneo e, contemporaneamente, trasformare la vicinanza geografica e politica in nuove opportunità economiche.
DALLA SICUREZZA ALLE IMPRESE
Il viaggio di Tajani mostra così due dimensioni inseparabili della politica estera italiana.
Da una parte la necessità di lavorare con Il Cairo per affrontare guerre, crisi regionali, terrorismo, migrazione irregolare e sicurezza delle rotte marittime.
Dall'altra la volontà di sostenere concretamente le imprese italiane e aumentare l'export verso l'Egitto.
Sicurezza ed economia diventano quindi due facce della stessa strategia mediterranea.
L'obiettivo indicato da Tajani è costruire un rapporto sempre più strutturato con l'Egitto, capace di produrre risultati concreti per entrambi i Paesi.
In un Mediterraneo sempre più centrale negli equilibri geopolitici mondiali, Italia ed Egitto scelgono di rafforzare il dialogo e la cooperazione. E la missione del Cairo rappresenta un nuovo passo in questa direzione.
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