CINA, ANIMALI VITTIME DI VIOLENZA: È SCONTRO SUI SOCIAL E SULLE LEGGI
CANI MALTRATTATI, IMMAGINI DI PRESUNTE VIOLENZE DIFFUSE ONLINE E UNA PROTEZIONE GIURIDICA CONSIDERATA INSUFFICIENTE: LE DENUNCE RIACCENDONO IL DIBATTITO SULLA TUTELA DEGLI ANIMALI IN CINA.

PECHINO – Non è soltanto una questione di immagini scioccanti che circolano sui social network. Dietro alcuni video che mostrano presunti maltrattamenti di cani e altri animali si apre una domanda molto più pesante: quanto sono realmente protetti gli animali dalla legge in Cina?
Negli ultimi mesi diversi episodi hanno provocato indignazione, soprattutto quando le immagini delle presunte violenze sono state trasformate in contenuti da condividere e commentare online. In alcuni casi, comportamenti crudeli nei confronti degli animali sarebbero stati addirittura presentati come divertimento.
Uno degli aspetti più controversi riguarda proprio la diffusione di questi contenuti. Un animale indifeso non può denunciare, non può chiedere aiuto e non può difendersi da chi lo sottopone alla violenza. Quando la sofferenza diventa spettacolo per il web, il problema non riguarda più soltanto chi commette il maltrattamento, ma anche il sistema che deve impedirlo e punirlo.
Nel giugno 2026, a Chongqing, un uomo è stato fermato dalla polizia con l'accusa di avere maltrattato e ucciso alcuni cani che aveva adottato. Il caso ha riacceso il dibattito sulla necessità di una legislazione nazionale più severa contro la crudeltà verso gli animali.
La questione riguarda anche il commercio e la macellazione dei cani. In alcune zone del Paese continuano a emergere polemiche e operazioni contro strutture accusate di pratiche crudeli, mentre associazioni e attivisti chiedono controlli più rigorosi e norme più efficaci.
Il nodo centrale resta però quello legislativo. La Cina non dispone di una legge nazionale generale contro la crudeltà verso gli animali paragonabile alle normative esistenti in altri Paesi. Esistono diverse disposizioni relative a specifiche categorie di animali, ma la tutela degli animali domestici e randagi presenta ancora significative lacune.
E proprio qui nasce la denuncia degli animalisti: un cane maltrattato non dovrebbe dipendere dalla sensibilità del singolo individuo o dalla reazione dell'opinione pubblica sui social. Dovrebbe essere protetto dalla legge.
La società cinese, tuttavia, non è un blocco uniforme. Negli ultimi anni è cresciuta la sensibilità verso la protezione degli animali e sono aumentate le richieste di una legge nazionale contro la crudeltà. Il problema è trasformare questa crescente attenzione sociale in norme chiare, controlli effettivi e sanzioni realmente deterrenti.
Perché davanti alla violenza contro un animale la domanda è semplice: chi non può parlare, chi non può difendersi e chi non può chiedere giustizia ha bisogno che la legge parli al suo posto. E quando quella protezione manca, il rischio è che la crudeltà trovi spazio, venga filmata, condivisa e persino trasformata in spettacolo.
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