NATO, CAVO DRAGONE: “4.000 PAGINE DI PIANI. L’ALLEANZA È PRONTA”
IL CAPO DEL COMITATO MILITARE NATO: “SOLDATI, SISTEMI E ARMI SONO PRONTI”. MOSCA CONTINUA A METTERE ALLA PROVA LA DETERMINAZIONE DEGLI ALLEATI. “IN CASO DI ATTACCO, AVRÀ MOLTO PIÙ DA PERDERE CHE DA GUADAGNARE”

ROMA – La tensione tra NATO e Russia torna al centro dell’attenzione europea. Il messaggio arrivato da Copenaghen dal presidente del Comitato militare dell’Alleanza, l’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone, è diretto: la NATO sostiene di essere pronta ad affrontare anche gli scenari più gravi sul fianco orientale.
“Abbiamo 4.000 pagine di piani per il fianco orientale”, ha spiegato Cavo Dragone, precisando che la pianificazione comprende una vasta gamma di eventualità, dalla crisi più limitata o da un’interferenza sul territorio dell’Alleanza fino agli scenari che potrebbero richiedere l’applicazione dell’Articolo 5, il principio della difesa collettiva.
Il vertice militare NATO ha quindi scandito il messaggio: “L’Alleanza è pronta, la struttura è pronta. I soldati, il sistema e le armi sono pronti”. Secondo Cavo Dragone, l’organizzazione sta inoltre continuando a rafforzare le proprie capacità, aumentando forze e livello tecnologico.
Le dichiarazioni arrivano mentre in Europa cresce l’attenzione per le violazioni dello spazio aereo, gli episodi con droni e le attività ibride attribuite alla Russia. Cavo Dragone ha sottolineato che questi comportamenti, a suo giudizio, continuano a mettere alla prova la determinazione degli alleati e puntano a indebolire la fiducia e l’unità dell’Alleanza.
La pianificazione NATO non significa che un conflitto sia imminente. Al contrario, il principio richiamato dall’ammiraglio è quello della deterrenza: mostrare una capacità militare credibile per rendere meno conveniente un eventuale attacco.
Il messaggio rivolto a Mosca è dunque soprattutto strategico. “In caso di attacco, oggi hanno molto più da perdere che da guadagnare”, ha affermato Cavo Dragone. È proprio questa sproporzione tra costi e possibili vantaggi, secondo la logica della deterrenza, che dovrebbe contribuire a impedire l’escalation.
Nel 2023 i Paesi NATO hanno concordato tre piani regionali di difesa dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia. Oggi l’Alleanza afferma di avere già predisposto procedure e meccanismi per accelerare la risposta in caso di crisi sul fianco orientale.
La situazione resta quindi caratterizzata da una forte contrapposizione militare e politica. Da una parte Mosca, dall’altra i 32 Paesi dell’Alleanza Atlantica. La parola chiave, almeno nelle dichiarazioni di Cavo Dragone, non è guerra ma deterrenza: prepararsi allo scenario peggiore per cercare di impedirne l’arrivo.
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