GATTUSO, LA FORZA DEL SILENZIO: ALLA LAZIO IL RISULTATO NON È UN CASO
Dalla delusione della Nazionale alla vetta della Serie A in poche settimane: il tecnico biancoceleste ha trasformato carattere, lavoro e disciplina in una nuova identità

ROMA- C'è un filo che unisce il Gattuso calciatore al Gattuso allenatore: la capacità di non arrendersi, di accettare la fatica e di continuare a lavorare quando gli altri parlano. È probabilmente questa la prima chiave del sorprendente avvio della Lazio. Arrivato a Roma in un momento tutt'altro che semplice, dopo la difficile esperienza sulla panchina della Nazionale, Gennaro Gattuso ha scelto la strada che conosce meglio: testa bassa, lavoro e poche parole.
In estate non mancavano dubbi e interrogativi. La Lazio veniva da una stagione complicata e lo stesso Gattuso sapeva di entrare in un ambiente esigente. Alla presentazione aveva parlato di una vera sfida, della necessità di “mettere l'elmetto” e di costruire una squadra capace di sudare per la maglia.
Poi sono arrivati i risultati. Quattro vittorie e un pareggio nelle prime cinque giornate, con il successo per 2-0 sul Venezia che ha portato i biancocelesti in vetta alla classifica. Un percorso che, soprattutto per la rapidità con cui è maturato, racconta qualcosa di più di una semplice partenza positiva.
Gattuso non sembra però interessato a cavalcare l'entusiasmo. Dopo Venezia ha riconosciuto senza problemi che il primo tempo della squadra era stato molto negativo, spiegando che il Venezia avrebbe potuto segnare. È proprio questo il suo modo di lavorare: non nascondere gli errori dietro una vittoria e non trasformare un buon risultato in una certezza assoluta.
Il suo carattere è forte, a volte ruvido, ma il messaggio è semplice: nessuno è indispensabile, nessuno può smettere di correre e ogni partita deve essere affrontata con la stessa mentalità. Anche con la Nazionale, prima di questa nuova avventura, Gattuso aveva vissuto una fase difficile. La sua esperienza da commissario tecnico si era conclusa nell'aprile 2026, dopo la mancata qualificazione ai Mondiali.
Alla Lazio, invece, ha trovato rapidamente una squadra disposta a seguirlo. Non ha promesso miracoli e non ha cercato scorciatoie. Ha chiesto serietà, sacrificio e responsabilità. E soprattutto ha riportato una convinzione: nel calcio il risultato non arriva soltanto dal talento, ma dalla capacità di costruire quotidianamente un'identità.
Forse è proprio questo il vero Gattuso. Un uomo che parla quando serve, che non ama nascondersi dietro le parole e che preferisce lasciare parlare il campo. La vetta della Lazio, oggi, non è una sentenza sulla stagione e non cancella le difficoltà del passato. È però la prima fotografia di un lavoro che, in poche settimane, ha già lasciato un segno.
Gattuso non promette. Lavora. E, almeno per ora, la Lazio risponde.
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